Su un blog black list di docenti ebrei Sito oscurato. Indagini del Viminale

In un blog è stata compilata una lista di 162 professori ebrei accusati di fare lobby negli atenei italiani. Il sito di estrema destra sostiene il revisionismo sull'olocausto. Di Segni: "Un delirio nel delirio"

Roma - Una denuncia formale alla polizia postale e un appello alle istituzioni, al ministro dell’università e della ricerca, ai rettori, agli atenei a costituirsi parte civile "per bloccare un cancro che può espandersi e colpire chiunque". Sono le misure che la comunità ebraica romana intende mettere in campo contro gli estensori del blog, che ha inserito una "black list" di 162 professori ebrei, accusati di "fare lobby" che insegnano a La Sapienza e in altre università italiane. il sito è stato immediatamente oscoruto.

Le indagini Il "diario in rete", su cui sta indagando la polizia postale su richiesta dello stesso ministro dell’Interno non risulta più accessibile dalle 13.25. Emanuele Fini, uno dei responsabili di Dol - cui appartiene la piattaforma internet "Il Cannocchiale", che ospita il weblog in questione - aveva detto in precedenza che, dopo una segnalazione ricevuta ieri, la società aveva deciso di oscurare il sito. Il blog " Re", sito di estrema destra che sostiene il revisionismo sull’olocausto e il tradizionalismo cattolico, aveva pubblicato per la prima volta la lista il 16 gennaio, per poi riproporla nei giorni scorsi, provocando la reazione sdegnata della Comunità ebraica, ma anche del mondo politico, da cui è arrivata la richiesta di oscurare il sito.

La black list La lista, che comprendeva in gran parte docenti dela Sapienza di Roma, era stata estrapolata, come ha spiegato lo stesso anonimo estensore sul blog, dalla "elencazione dei nomi presenti nella petizione pubblica proposta dalla comunità ebraica di Roma nelle università italiane contro il boicottaggio culturale e civile attuato dalle università inglesi nei confronti di Israele e dei docenti ebrei/israeliani [...] iscritto al ruolo nelle università inglesi ed espulsi per svolgere attività politica in favore dello Stato di Israele". La circostanza a cui sembra riferirsi il blogger antisemita risale al maggio 2006, quando, con una risicatissima minoranza (71 voti su 200 partecipanti), l’assemblea del maggiore sindacato britannico dei docenti universitari approvò una mozione che esortava al boicottaggio contro unività e istituzioni accademiche israeliane che non abbiano dichiarato apertamente di opporsi alla "politica di apartheid" di Israele contro i palestinesi. Secondo "Re", l’università italiana sarebbe stata "strimentalizzata da un minoranza etnica ideologizzata culturalmente e politicamente solidale ad una entità politiva extranazionale", cioè Israele.

Amato dispone accertamenti Il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, ha chiesto alla polizia postale di disporre un’immediata verifica sui contenuti pubblicati dal sito, ma la società Dol ha deciso di intervenire senza aspettare l’autorità giudiziaria. "Abbiamo saputo solo ieri di quello che era stato pubblicato su quel blog - ha detto Fini - in un anno abbiamo una decina di segnalazioni da parte delle autorità giudiziaria, e in quel caso appena ci arrivano oscuriamo i siti in questione. Ma interveniamo anche autonomamente, quando ci arrivano segnalazioni dagli utenti o quando ravvisiamo episodi di violenza, razzismo od offese".

La denuncia della comunità ebraica "La reazione non può rimanere limitata ai diretti interessati come singoli e come comunità - ha detto stamani Riccardo Pacifici, portavoce della comunità - ma deve riguardare tutta la società. Una volta che si saprà chi sono gli estensori del blog, ci deve essere una risposta generale delle istituzioni, va messo un punto fermo". Pacifici ha espresso la riprovazione della comunità perchè la "black list"è espressione di "un meccanismo reiterato" che si unisce a tentativi di boicottare la collaborazione tra università italiane ed israeliane, tutti aspetti che invitano «ad essere vigili e non abbassare mai la guardia".

Di segni: "Un delirio nel delirio" Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni condanna la black list di professori "presunti" ebrei apparsa su un blog: "È un delirio nel delirio". Ma poi getta anche acqua sul fuoco e dice: "Non capisco l’attenzione da parte dei media, sui blog c’è una miriade di dichiarazioni pesantemente antisemite". Secondo il rabbino "non ci vuole molto a fare una lista simile, è una banalità. Certo è un indice del fatto che sono in atto tante iniziative antisemite, che trovano il posto ideale di maturazione nei blog". "È difficile valutare se c’è una recrudescenza dell’antisemitismo", ha aggiunto, ma alcune vicende come le contestazioni per la presenza di Israele alla Fiera del libro o le polemiche sulla nuova preghiera degli ebrei, "sono situazioni che hanno fatto venire a galla nei blog delle posizioni antisemite".