Su Donadoni l'ombra di Lippi...

Nessun accordo sul rinnovo del contratto con il presidente Abete. "Ne riparleremo il 18 luglio" a panchine di A già occupate. Ma la Figc potrebbe contattare subito il ct campione del mondo

Roma - «Ne riparleremo il 18 luglio». Giancarlo Abete, presidente della federcalcio, e Roberto Donadoni, Ct della Nazionale a tempo, l’hanno messo per iscritto, finalmente. Nessun accordo, sul rinnovo del contratto, è stato stipulato; nessuna mediazione è stata raggiunta dopo settimane di negoziato (contratto con clausola la tesi di Abete; contratto libero, fidarsi o no, prendere o lasciare la posizione del Ct bergamasco). Poche storie: all’europeo 2008, Abete e Donadoni si presenteranno con le mani libere, da “separati in casa“ insomma. A fine torneo, sigillato il risultato ottenuto dagli azzurri, potranno dividersi, ciascuno per la sua strada, oppure rimettersi a discutere del rinnovo contrattuale, questa volta orientato sulla scadenza del mondiale 2010, in Sud-Africa. «Ne riparleremo il 18 luglio» è la promessa formale che i due, Abete e Donadoni, si sono scambiati ieri pubblicamente, in un comunicato pieno di zucchero filato, «vogliamo ribadire un rapporto di fiducia e di stima reciproca che va al di là degli aspetti contrattuali». Parole. La verità è una: la federcalcio non si è voluta legare a Donadoni senza il paracadute della clausola in assenza di una fiducia assoluta e non solo perchè ci sono obblighi amministrativi da rispettare mentre il Ct, orgoglioso e testone come un bergamasco sa essere, ha preferito lasciare piuttosto che prendere una fiducia condizionata, un contratto a metà, valido solo se.

Roberto Donadoni non è il primo Ct a presentarsi all’europeo senza la garanzia della successiva investitura. Nella sua (quasi) identica condizione ci sono alcuni colleghi a cominciare da Marco Van Basten che ha già annunciato il cambio di cavallo: passerà dalla panchina orange a quella dell’Ajax. Come Van Basten anche Karel Brueckner, 68 anni, Ct della repubblica Ceca, in partenza dall’incarico per motivi banali, è stanco «dopo 34 anni da allenatore», e poi Luis Aragones, Ct della Spagna che ha in Del Bosque il suo successore designato. La data dell’appuntamento è l’asso nella manica di Roberto Donadoni. A quell’epoca, infatti, 18 luglio, i club di serie A sono quasi tutti al lavoro per la nuova stagione, con i colleghi già in attività. Anche se la federcalcio volesse cambiare guida alla Nazionale, dovrebbe muoversi adesso, prenotare qualcuno. Solo la figura di Lippi, in mancanza di una offerta credibile di un club di serie A, potrebbe tornare in ballo per la Nazionale. Marcello è libero e potrebbe subito partire per la nuova avventura mondiale. In questo secondo caso, l’unica complicazione è data dal fattore economico: Donadoni è pronto ad accontentarsi di un piccolo ritocco allo stipendio attuale, 600 mila euro netti, con Lippi si sale almeno fino al milione di euro.