Uno su due ha scelto «tsunami» e «viaggio»

Nino Materi

Dietro la decisione di buttarsi in massa sul tema dello «tsunami» e del «viaggio» c’è probabilmente un riflesso condizionato: quello che spinge a ridurre la complessità di un tema a una parola-chiave tanto banale da non richiedere eccessivi sforzi intellettuali. E così l’interessante traccia sul rapporto «uomo-scienza-catastrofi naturali» si è ridotta a una lacrimevole riflessione sulle vittime dell tsunami; mentre l’affascinante traccia sul «viaggio come metafora della vita» è stata da molti intesa come la riedizione (anzi, la regressione) del vecchio tema sulle «vacanze» che ci davano ogni anno alle scuole elementari. Un giudizio troppo pessimistico? Niente affatto, se si valutano la maggior parte delle risposte date in tv dai maturandi al termine della prima prova scritta. Da una parte il giornalista con le solite domande: «Quale traccia hai scelto?», «Te la aspettavi?», «Erano argomenti difficili?» e dall’altra il maturando balbettante: «Lo tsunami circolava già su Internet da parecchi giorni», «Dante? Non lo abbiamo mai studiato», «Peccato che non sia uscito Papa Wojtyla... quello lo avevamo preparato tutti». Degna di nota anche la traccia sulla «libertà nell’immaginario artistico-letterario»: peccato che l’abbiano svolta in quattro gatti.
Decisamente impegnativi (e anche molto «politici») i temi sul «rapporto Europa-America» e su «Guerra fredda e crollo dei regimi nazionalistici». Qui - ammesso che i ragazzi avessero le idee chiare - il rischio grosso era di urtare la suscettibilità di qualche esaminatore con idee preconcette e ben poco disposto ad accettare eventuali tesi fuori dal coro demagogico. Ad esempio, come avrebbe reagito la commissione dinanzi a un candidato appena critico nei riguardi della caduta del Muro di Berlino? E come avrebbero valutato i professori uno svolgimento che avesse negato - piuttosto che esaltarle - «diversità sociali e geopolitiche» tra occidente e Stati Uniti?.
Meglio allora volare basso, anzi rasoterra. Per la promozione basta e avanza.

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