Su Facebook si diffonde il tam tam per la richiesta di pene esemplari

SDEGNO Una vera e propria ondata di riprovazione ha travolto gli autori dello scherzo

La pagina pro-stupro apparsa su Facebook in seguito agli ultimi episodi di violenza sessuale avvenuti nella Capitale ha suscitato una feroce ondata di sdegno. All’indignazione espressa dai politici di entrambi gli schieramenti, dopo che la questione è stata discussa in parlamento, non hanno tardato ad aggiungersi le proteste degli utenti. Sul social network hanno visto così la luce diverse community dai nomi eloquenti alle quali hanno prontamente aderito migliaia di navigatori. «Facciamo chiudere i gruppi a favore dello stupro» ne conta più di 8mila. Ammontano a quasi la metà invece gli iscritti al gruppo «Trucidiamo l’autore della pagina pro-stupri». Parole dure, quelle usate dal popolo della Rete, che manifestano un forte sentimento di condanna e non solo. Il timore condiviso è che iniziative di questo genere istighino a commettere nuovi episodi di delinquenza approfittando dell’assenza di controllo sul web. Per adesso, però, fortunatamente hanno il netto sopravvento le community che remano nella direzione contraria. Sono tantissimi, infatti, i gruppi su Facebook nati per esprimere solidarietà alle vittime degli stupri avvenuti questo mese a Guidonia, Primavalle e alla Fiera di Roma.
Uno di questi, «Solidarietà alla ragazza violentata la notte di Capodanno», ha all'attivo 10mila iscritti. Numerosi i gruppi che invocano poi la revoca degli arresti domiciliari concessi all’aggressore. Sono più di 4mila, altrimenti, gli utenti che si sono registrati alla community «Stupro a Guidonia, svegliamoci». E mano a mano che andiamo avanti ne spuntano di altri, più o meno popolati, ma tutti animati dallo stesso senso di collera. «Basta con gli stupri a Roma e nel mondo» annovera tra le sue file 500 iscritti. «I ragazzi del XIX Municipio si schierano insieme alle donne violentate a Primavalle e a Guidonia» è fermo invece a 200 iscritti. Sempre sullo stesso tema troviamo anche un gruppo che propone d’istituire delle ronde di quartiere al fine di prevenire gli stupri. E, per finire, c’è chi chiede per questo tipo di reati il carcere duro, la castrazione chimica, o semplicemente pene più severe atte a fare da deterrente.
C’è, insomma, molta rabbia che traspare dalle dichiarazioni rilasciate dal popolo di Internet su Facebook. Il social network più amato della rete scopre così di essere un po’ dottor Jekyll e un un po’ signor Hyde. Tutto dipende dalle intenzioni di chi sta davanti al monitor. Ieri, intanto, una volta che la pagina pro-stupro è stata cancellata, è partita la caccia al suo fondatore. Stando ai messaggi rilasciati dagli utenti il prossimo passo sarà quello di far rimuovere dal network sia l’artefice del gruppo che i suoi fan. Sempre durante la giornata di ieri, subito dopo l’arresto dei responsabili dello stupro avvenuto a Guidonia è apparso un gruppo su Facebook che riportava la notizia. Durissimi i commenti degli utenti. Ma tra loro qualcuno sembra aver perso la speranza in una giusta punizione. Dopo il trattamento che è stato riservato al violentatore della Fiera di Roma in molti hanno riversato su Facebook il loro malcontento. Come Silvia, che parla di fiducia compromessa, e dice di non sapere bene cosa aspettarsi dal futuro.