Su i rendimenti: torna la carica dei «Bot people»

Gli investitori italiani alla riscoperta dei Bot. Questi i commenti degli ambienti bancari riguardo l’esito dell’asta indetta ieri dal Tesoro, che ha visto accolte meno della metà delle richieste da parte degli operatori, sia per quanto riguarda i Bot semestrali che i Ctz. La novità è però rappresentata dal nuovo rialzo dei rendimenti, ritornati per i buoni del Tesoro ai livelli dell’agosto 2001: infatti il corrispettivo di 9 miliardi di euro sono stati collocati al prezzo di 98,15, che portano il rendimento lordo al 3,749% (con un aumento vicino allo 0,1% rispetto all’ultima asta). Per i 2 miliardi di Ctz a 24 mesi, aggiudicati al prezzo di 92,895, il rendimento lordo è salito al 3,918%, livello che non si vedeva dal giugno del 2002. Il pagamento di questi titoli è previsto per il 31 gennaio prossimo. Già nei primi scambi dopo l’asta, i prezzi dei due titoli sono apparsi in ulteriore ascesa, proprio per l’interesse che attirano questi rendimenti. L’asta di ieri verrebbe così a confermare le ipotesi di un prossimo rialzo dei tassi da parte della Bce, ma anche per un presunto minore fabbisogno del Tesoro, che renderebbe più appetibili i titoli già in quotazione. Per quanto riguarda l’andamento del mercato secondario il calo di interesse (e di quotazione) dei titoli con scadenze «lunghe» deriva appunto dal fatto che gli investitori puntano sempre più verso i titoli fino a due anni, meno sensibili alle oscillazioni di un mercato che tende a sfruttare le possibili novità in materia di rendimenti.