Su internet la confessione-testamento

In una lettera, scritta 2 anni fa e diffusa su internet, Antonio Invito raccontava la sua vita, i suoi errori e la voglia di riscattarsi. «Sono un cantante neomelodico. Vi racconto qualche frammento della mia storia, di come mi sono trovato in carcere». Così iniziava il suo racconto, partendo dal 1989, anno in cui «iniziai ad andare a scuola di musica e frequentare un corso di canto». «Lavorare per fare festa, annegato nei sorrisi e nei piaceri delle persone che mi stavano accanto - si legge nella lettera - mi regalava una dimensione della vita davvero piacevole». «Ma la carriera è come i soldi, come la libertà: non basta mai. In tale situazione, spesso, sorgono anche problemi di resistenza fisica e psicologica». Da qui il tunnel della coca. «È la velocità a guadagnare il sopravvento, dove velocità significa stress ma pure rapporti di un certo tipo... Ed è stato in questo clima che ha fatto capolino la cocaina. L'impressione immediata che provai fu positiva. Le mie prestazioni aumentarono senza nessuna fatica». Infine il crollo: «Mi sono ridotto a fare rapine per poterla comprare».