Su Internet i vestiti copiati delle elegantissime da Oscar

Nella notte hollywoodiana della consegna delle statuette, le star hanno indossato «mise» di alta classe

Eleonora Barbieri

da Milano

La cerimonia degli Oscar, un po' come Sanremo, ha ascolti in caduta libera, ma gli abiti sontuosi delle star, sfoggiati lungo la passerella d'ingresso, rimangono impressi negli occhi delle donne d'America, molto più delle statuette. E, per soddisfare i desideri di migliaia di clienti, alcune aziende di abbigliamento si dedicano a un'attività di copiatura selvaggia: in tempi da record riproducono i vestiti firmatissimi delle dive, a costi (quasi) umani, fra i 200 e i 700 dollari (170-600 euro circa). Secondo le stime riportate dal New York Times, lo scorso anno il giro d'affari ha raggiunto i 300 milioni di dollari, pari a 250 milioni di euro. Tutti grazie ai finti abiti di Charlize Theron o Nicole Kidman.
Il culmine di lavoro è proprio in questi giorni: le luci dell'Academy si sono appena spente e gli «stilisti popolari» si danno da fare per intuire quali modelli saranno più richiesti dal pubblico femminile, ansioso di presentarsi a una festa nella mise dell'attrice preferita. Gli Oscar danno da fare ai sarti, prima e dopo: e la moda femminile americana ne è influenzata per mesi. Di rigore, quest'anno, l'abito di Reese Witherspoon, premiata come miglior attrice per Walk the Line: una replica del suo Dior, un capo vintage dei primi anni Cinquanta, già compare in primo piano su edressme.com, sito-vetrina dedicato proprio alle «Hollywood recreations», eufemismo cinematografico per «copia».
La fondatrice Joanna Stoner ha spiegato il suo metodo al New York Times: durante la notte degli Oscar ha sintonizzato due televisori sulla diretta e poi si è servita di internet per controllare da vicino le foto delle star. Così il suo occhio esperto ha colto non soltanto la bellezza dei vestiti ma, anche, la possibilità di adattare gli abiti a curve un po' meno perfette. Un posto d'onore spetta quindi al lungo nero in stile impero con cui l'inglese Rachel Weisz ha abilmente mascherato il suo pancione di sette mesi: «Quell'abito - ha sentenziato la Stoner - è nero, essenziale, insomma l'ideale per una donna con qualche chilo di troppo». Non si può dire lo stesso del vestito color prugna di Keira Knightley, modellato sulle sue esili forme, ma la signora di edressme.com ci sta comunque lavorando perché la creazione di Vera Wang non è passata inosservata, così come l'abito firmato da quest'ultima per Michelle Williams (la Jen di Dawson's Creek, ricomparsa in Brokeback Mountain), che è già stato riprodotto sul sito, giallo canarino e chiffon compresi. Le prime scelte della Stoner sono cadute anche sul dorato di Jessica Alba, il turchese di Salma Hayek e il verde di Jennifer Lopez, oltre alla scollatura messa in mostra da Jane Seymour.
Tanta rapidità nel proporre i modelli hollywoodiani mira a stracciare la concorrenza, allettando le clienti con tempi di consegna sempre più brevi. Qualche anno fa ci volevano un paio di mesi per le prime repliche: ora bastano dalle due alle quattro settimane. Ma, soltanto tre anni fa, le aziende specializzate erano una decina, mentre ora superano il centinaio. Fra queste spiccano Abs, il marchio di Allen Schwartz che propone una sezione dedicata esclusivamente al «Red carpet», il tappeto rosso della notte di Los Angeles e Dresses.com di Tor Sweeney: i suoi modelli, ispirati allo stile di stelle classiche come Julia Roberts, Hilary Swank e Jennifer Aniston saranno on line fra pochi giorni, pronti per essere prenotati. Negli ultimi due anni, soprattutto grazie a internet, le vendite sono aumentate del 20 per cento e quest'anno Sweeney si aspetta guadagni per circa 8 milioni di dollari. E poi dicono che a copiare sono i cinesi.