Su internet la rabbia del popolo di sinistra: "Dovete vergognarvi"

Pioggia di proteste sul sito della Cgil di Siena: "Il governo ci farà diventare tutti più poveri". C’è chi annuncia che darà in beneficenza i 10 euro di aumento. E chi invoca "il ritorno alle aliquote della Cdl"

Roma - Il primo assegno del 2008 non è stato piacevole per i pensionati. Nemmeno per quelli della Cgil, sindacato di sinistra. Un assaggio degli umori che albergano nella confederazione che dovrebbe essere vicina al governo uscente lo ha dato il sito della Cgil di Siena. Nel dicembre scorso, la comunicazione che la perequazione delle pensioni del 2008 è stata fissata all’1,6 per cento ha scatenato commenti indignati. Tutti contro il governo uscente e con un leit motiv che non è il massimo come addio: «Vergognatevi!».

A mandare su tutte le furie i pensionati on line - che hanno iniziato a postare i loro commenti a gennaio - è il fatto che il mini aumento è stato mangiato, oltre che da un’inflazione, anche dai vari rincari delle tariffe e, soprattutto, delle addizionali locali. Argomentazioni che fino a gennaio trovavano spazio solo nei discorsi dei sindacalisti o degli economisti, ma che sono diventate comuni da quando i pensionati hanno potuto vedere con i propri occhi le varie voci della busta paga.
Gli aumenti «fanno schifo e offendono le persone», se paragonati agli aumenti di prezzi e tariffe, attacca Tazio Rovina. «Il governo continua a erodere le pensioni, approfitta di coloro che non hanno potere contrattuale», aggiunge Mario Valenti. La sintesi politica la trae Elio: «Mi vergogno di essere un elettore di sinistra, metteteci una maschera quando incassate l’assegno mensile, cari parlamentari». «Dopo oltre 40 anni di lavoro dipendente e aver lottato politicamente e sindacalmente, io uomo di sinistra mi sento tradito, non mi resta che votare scheda bianca», chiosa sconsolato Giuseppe.

Una valanga inattesa per lo Spi-Cgil di Siena, costretto a intervenire dando in parte ragione ai pensionati arrabbiati (l’inadeguatezza della perequazione delle pensioni è uno degli argomenti forti del prossimo sciopero generale annunciato da Cgil, Cisl e Uil), ma anche ricordando che il governo ha già fatto qualcosa per le pensioni più basse. «Se il concetto di redistribuzione del reddito consiste nel diminuire le pensioni a chi ha lavorato per 36 anni per dare un po’ di più a chi ne ha una ridicola, qualcosa non va», ribatte Giovanni Oppi, sicuro che il governo Prodi (che ancora non era caduto), «farà diventare tutti più poveri». Elena Creta, ha avuto 10 euro in più e li darà in beneficenza. Claudio Neroni Spineda ricorda la manifestazione del 2003 per le pensioni e contro il centrodestra. Oggi «ci accorgiamo di essere stati presi ancora una volta per i fondelli, anche da questo governo che noi abbiamo voluto».

Situazione fuori controllo. E l’ufficio stampa dello Spi-Cgil corre ai ripari, ricordando che la perdita di potere di acquisto è una cosa che va avanti da tempo; sostenendo che dire che è tutto da buttare significa cadere in una «utopia che non dà frutti» ed evocando il recente protocollo sul Welfare. Il problema dell’Italia resta l’alto debito pubblico. E la Cgil, in quanto sindacato confederale, stabilisce delle priorità «a partire dalle situazioni di maggiore sofferenza».
Risposte «sagge», riconosce Francesco. Anche se - osserva - un pensionato che si è visto arrivare una tredicesima «più povera rispetto all’anno prima perché questo governo ha inserito l’aliquota Irpef al 27 per cento per i redditi sopra i 15mila euro, cosa dovrebbe dire se non arrabbiarsi e chiedere maggiore tutela per il proprio reddito, per non diventare il povero di domani?».

Argomentazioni da chi intasca ogni mese una pensione tutto sommato dignitosa? Non ci crede Roberto. Che, a gennaio inoltrato, spulcia la pensione della suocera, che paga un affitto da 420 euro. Nel 2008 è passata da 880 a 886 euro. Un «grande aumento», ironizza. Simile al suo, di 12 euro su una pensione da 1.200 euro. È meglio - conclude «che vengano ripristinate le vecchie aliquote fiscali». Quelle del centrodestra. Ma questo non lo dice.