Su Marte stenta la goliardia strappata alla miniserie tv

Nato come miniserie tv su Raitre, Fascisti su Marte ha sfortunatamente preso la mano a Corrado Guzzanti. Quel che funzionava in episodi di 8-15 minuti, si trascina in un film di novanta, come s’era trascinata dal 2003 la lavorazione, perché l’inventiva goliardica può divertire gli interpreti, ma non basta a reggere i personaggi che si muovono su uno sfondo desertico, più romano (la cava della Magliana) che marziano. A funzionare ancora sul grande schermo sono meno le scenette che i siparietti, evocanti quelli dei cinegiornali d’epoca. E poi c’è la colonna sonora di brani d’epoca anch’essi: nostalgia canaglia. Un’impennata il film l’ha - involontariamente - nel finale, con la morte solitaria del gerarca Barbagli (Corrado Guzzanti, rimasto fedele al duce quando tutti l’hanno ormai tradito. È una versione della realtà più amara di quella nel finale dell'archetipo di Fascisti su Marte: Il federale di Luciano Salce, scritto da Castellano & Pipolo nel 1961, con Ugo Tognazzi nel ruolo del gerarca Arcovazzi.
FASCISTI SU MARTE di e con Corrado Guzzanti (Italia, 2003-2006), con Andrea Purgatori, Sabina Guzzant. 86 minuti