Su Maserati Granturismo S un cambio all’americana

ModenaModena è terra di motori, ma anche ricca terra di miti che all’ombra della Ghirlandina e tra i filari del Lambrusco hanno sempre saputo convivere, senza inutili gelosie, addirittura incontrandosi per non più lasciarsi, come Luciano Pavarotti e la Maserati, per decenni la vettura preferita dal grande Maestro. È qui, vicino agli ingegneri che l’hanno progettata e agli operai che la costruiscono, che Maserati ha svelato la terza versione della Gt, l’auto che nel 2007 ha segnato la strepitosa rinascita del marchio modenese che, nonostante la profonda crisi che il mercato globale, e quello statunitense in particolare, stanno attraversando, ha chiuso il primo trimestre 2009 con un utile di 3 milioni. E proprio pensando al pubblico americano Maserati ha sviluppato la GranTurismo S con cambio automatico a sei rapporti, elaborato insieme a Zf, che si propone come alternativa alla trasmissione elettroattuata, l’unica finora abbinata sulla «S» al motore V8, 4.7 litri, 440 cv (Euro 5). Obiettivo: offrire una guida più fluida, con passaggi più garbati tra i rapporti, abolendo la funzione kick-down ma lasciando libero il guidatore di modificare manualmente, attraverso le palette sul volante, il rapporto inserito automaticamente.
Quattro sono le modalità di guida (tre in Auto-Normal, Sport e Ice - e Manual) offerte dal cambio automatico che, a differenza dell’elettroattuato, posizionato secondo lo schema Transaxle, è collocato solidalmente al motore. Questa disposizione ha permesso una distribuzione del peso della vettura (quasi 1.900 kg) più equilibrata: 49% sull’asse anteriore, 51% su quello posteriore, a beneficio di una guida ancora più piacevole e sicura, ideale per l’uso quotidiano (l’80 per cento dei 490 Nm di coppia massima sono già pronti a 2.500 giri/minuto) di un’auto comunque sempre pronta a scatenarsi. Lo dicono le prestazioni dichiarate dalla casa, che garantisce una velocità massima di 295 orari e un passaggio da 0 ai 100 in 5 secondi netti, valori da non ricercare sfidando il «tutor» ormai presente su tutta la nostra rete autostradale. Meglio scoprire le doti della GranTurismo S Automatica sulle strade dell’Appennino che separa la Romagna dalla Toscana, salendo e discendendo valli disegnate dal Sillaro, dal Santerno, dal Senio e dal Lamone, fiumi corti, quasi torrenti, che hanno però obbligato l’uomo a creare una fitta rete di tortuose strade dove la nuova Gt si muove con impeccabile agilità, nonostante le sue dimensioni importanti: 4,88 metri di lunghezza con un passo di oltre 2,90 metri.
Duecentonovanta chilometri tutti d’un fiato, con un comfort cui provvedono le sospensioni posteriori Skyhook, sempre piacevolmente accompagnati dal suono del motore, ora modulato su due livelli attraverso un sistema di valvole a farfalla poste a valle del catalizzatore che incanalano i gas di scarico in un percorso lungo, che lascia il rombo in sottofondo, oppure più corto, oltre i 3.000 giri in modalità Sport, che produce un autentico ruggito. Poche sono le modifiche estetiche (cerchi in lega Trident da 20” e minigonne più pronunciate), apportate alla inconfondibile linea firmata Pininfarina, con le quali la GranTurismo S Automatica si presenta in questi giorni nelle concessionarie a un prezzo di 123mila euro, 9mila in più della Gt 4.2 da 405 cv e 6mila in meno della GtS.