«Su via Nizza ancora dubbi da sciogliere»

Marcello Viaggio

Via Nizza: troppi interrogativi sui lavori. Forza Italia ieri mattina ha convocato una conferenza stampa direttamente fra i residenti e commercianti del posto. Tante le domande fra gli abitanti. A sollecitare risposte è anche il capogruppo al Parlamento europeo, Antonio Tajani, autore qualche settimana fa, in veste di consigliere comunale, di un’interrogazione al sindaco Veltroni sul futuro della strada e sui tanti disagi che le deviazioni e la nuova viabilità stanno arrecando a quanti vivono e lavorano a via Nizza. I lavori per la riqualificazione della strada, imposti al Comune di Roma da una sentenza del magistrato, sono iniziati da oltre quaranta giorni, il 12 aprile. Nonostante ciò, ancora non si conosce la destinazione di questo fondamentale asse viario della zona. «Perché il Campidoglio non dà risposte certe sul futuro di via Nizza? - si chiede Tajani - Esiste un progetto definitivo? Perché il Campidoglio tace?».
Ogni giorno molti telefonano o si recano preoccupati al II Municipio per conoscere il futuro della strada. «Eppure il Municipio viene lasciato dal Comune all’oscuro di tutto, ignoriamo persino quali linee di autobus passeranno di qui una volta terminati i lavori» protesta l’assessore alla viabilità del II Municipio, Daniela Chiappetti, che da un mese sollecita inutilmente al Gabinetto del sindaco l’apertura di un tavolo di confronto fra Comune, Municipio e residenti. Da notare che il sindaco Veltroni abita a due passi, in via Savoia.
Forza Italia si interroga anche sul perché proprio via Savoia non venga coinvolta in un discorso di viabilità alternativa: «Esistono motivi e cause tecniche che impediscono il passaggio degli autobus su via Savoia?» chiede Daniela Chiappetti.
Via Nizza dal 1999 è diventata Strada Verde, è aperta ai soli mezzi pubblici dell’Atac. Per ridurre le vibrazioni dei palazzi al passaggio quotidiano di circa 800 autobus, specie del pesante 80 Express, due residenti sono ricorsi con successo al magistrato. Il Comune ha dovuto avviare in tutta fretta i lavori di ristrutturazione del fondo stradale. I mezzi pubblici - l’80 e 80 Express, il 38 e l’88 - sono stati deviati per via Salaria in direzione centro storico; per via Po in direzione opposta. «Una decisione sbagliata - contesta però il Comitato dei commercianti e residenti “Per via Nizza Viva” - Si faceva molto prima a farli passare per via Savoia. Così il giro è troppo lungo». «Oltre ai residenti, anche gli utenti del trasporto pubblico sono furibondi, basta leggere le lettere ai quotidiani» afferma il presidente, Pino Lucà, antiquario. In una di queste lettere si legge: «Da quando gli autobus non passano più per via Nizza, scendo a piazza Fiume e vado a piedi a via Dalmazia, dove salgo su un altro bus. Ho misurato il tempo per percorrere via Nizza, col mio passo di ottantenne: 6 minuti. Una volta ho voluto aspettare a via Dalmazia l’autobus dal quale ero sceso a piazza Fiume. L’attesa è stata di oltre 10 minuti. Il che vuol dire che per fare il percorso allungato il bus aveva impiegato almeno 16 minuti, invece del brevissimo tempo, meno di un minuto, che impiegava su via Nizza». E per il futuro, una volta terminati i lavori? Qual è la proposta del Comitato? «Riaprire via Nizza alle auto, con il senso unico in discesa. E disporre il senso unico in salita su via Savoia - spiega Francesco Degni, altro antiquario -. Abbiamo già raccolto 2mila firme su questa proposta». In parole povere? «Farla finita una volta per tutte con la Strada Verde» afferma secco Pino Lucà.

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