Su «Panorama» Così Hamas terrorizzava la popolazione di Gaza durante l’ultima guerra

Interi palazzi presi in ostaggio, la popolazione utilizzata come scudo umano, un centinaio di desaparecidos e aiuti umanitari sottratti all'Onu. Per i dissidenti, ancora oggi il rischio di beccarsi un proiettile in quanto «collaborazionisti». È l’altra faccia del conflitto a Gaza, che non ci era stata raccontata. Lo denuncia un reportage di Panorama, oggi in edicola. Foto e testimonianze dimostrano «la sporca guerra di Hamas» nella Striscia.
«Morire con noi è un grande onore. Andremo in paradiso assieme, oppure sopravvivremo fino alla vittoria. Sia fatta la volontà di Allah». Così reagivano i miliziani di Hamas alle suppliche dei civili palestinesi di non usare le loro case come postazioni durante la terribile offensiva israeliana nella striscia di Gaza dal 27 dicembre al 18 gennaio. «Quelli di Hamas arrivavano di notte a dormire nel sottoscala. Prima in uniforme, poi con abiti civili e le armi nascoste. Abbiamo cercato di sprangare il portone, ma non c’è stato nulla da fare. L’intero palazzo era usato come scudo dai miliziani, che avrebbero potuto essere bombardati in qualsiasi momento», ha raccontato un capofamiglia palestinese nel quartiere Tel al Awa di Gaza.
Non è tutto: dalla fine di dicembre, 181 palestinesi sono stati sommariamente giustiziati, gambizzati o torturati perché contrari ad Hamas. «Mi hanno sparato due colpi di kalashnikov nella gamba sinistra, senza neppure dirmi di cosa mi accusavano», racconta a Panorama Aaed Obaid, una delle vittime degli sgherri di Hamas. Nel mirino durante e dopo la guerra i simpatizzanti di Fatah, il partito del presidente palestinese Abu Mazen cacciato con le armi da Gaza. «Dall’inizio della guerra abbiamo documentato 27 esecuzioni sommarie. Altre 127 persone sono state rapite, torturate o gli hanno sparato nelle gambe. Almeno 150 costrette agli arresti domiciliari. Di un centinaio di prigionieri non sappiamo nulla».
La denuncia sulla sporca guerra di Hamas contro i suoi oppositori arriva da Salah Abd Alati, della Commissione indipendente sui diritti umani di Gaza. Il movimento islamico che governa la striscia con Corano e moschetto vuole controllare tutto. Le ong palestinesi accusano: «Decine di famiglie sono discriminate negli aiuti perché non appoggiano Hamas». Gli operatori umanitari ed i pacifisti italiani, in prima linea a Gaza, tendono, invece, a minimizzare le malefatte di Hamas.