Su quegli schermi veri dibattiti

(...) siano coinvolti anche bravissimi colleghi liguri.
Ma, se possibile, c’è un altro punto ancor più curioso. E cioè nella rivolta contro la Tivù delle libertà. Assolutamente aprioristica e assolutamente ingustificata dalla programmazione. Evidentemente, a Sestri Levante, non hanno ben presenti i palinsesti. Evidentemente, non hanno visto che - qualsiasi sia il dibattito in questione - il contraddittorio è sempre garantito.
E qui arriva la mia esperienza personale. Per il lavoro che faccio, ho la fortuna di essere spesso e volentieri ospite di tivù varie ed eventuali, dalla Rai alle più piccole fra le private. E posso testimoniare che, raramente, mi capita di trovarmi in un ambiente tanto aperto a tutte le opinioni come mercoledì scorso alla Tivù delle libertà. In quattro ore di diretta da Roma, parlando soprattutto di rom e di sicurezza, sono passati sullo schermo decine di sms, molti di critica nei confronti della stessa emittente brambilliana, molti anche di critica pesante. E le linee telefoniche sono state aperte a tutti, a partire dai rappresentanti del mondo rom in disaccordo con noi. Personalmente, ho anche attaccato su una sua dichiarazione Francesco Giro, ottimo deputato azzurro di prima fila e coordinatore di Forza Italia nel Lazio, ho difeso una certa sinistra riformista ed ho attaccato una certa destra becera e cieca, che a volte sta anche nei Circoli. Come è naturale che sia in una sede libera. Ma allora, a Sestri, di cosa hanno paura?