Su quel «dory» a caccia di merluzzi

Dory e schooner, due nomi che hanno scritto la storia della pesca e che oggi, grazie all'Associazione Storie di Barche di Pieve Ligure, tornano a raccontare le loro avventure.
Piccolo e a fondo piatto, apparentemente inadatto a fronteggiare il mare aperto, il dory fu un formidabile alleato dei pescatori di merluzzo nel Nord Atlantico dall'Ottocento fino agli inizi del secolo scorso; ancora oggi è apprezzato in molti mari del mondo per la sua praticità e la sua realizzazione veloce ed economica, tanto che in fondo al libro si trova un vademecum illustrato per costruirlo.
Nulla ha da invidiargli lo schooner, in italiano conosciuto anche come goletta, un'imbarcazione a vela fra le più belle di tutti i tempi e tecnologicamente così avanzata da sovvertire le regole del gioco della marineria commerciale dell'Ottocento… e dare l'avvio allo yachting moderno: i primi vincitori della Coppa America, infatti, furono proprio pescatori di merluzzo, in regata a bordo di uno schooner!
Più che un libro, «Una stagione di pesca al merluzzo» è qualcosa di simile a un viaggio, un itinerario silenzioso nelle acque salate del mondo in cui la colonna sonora è il fruscio dei mari che attraversa, dal New England fino a Terranova, alle acque del sud della Groenlandia, dall'Islanda al Mar Baltico fino ai mari di Barents e Kara.
Un viaggio storico intervallato dalle voci di chi il grand métier, il gran mestiere della pesca al merluzzo, lo conosceva bene: i dorymen. Ma anche dalla voce insolita di una donna, la «dama del mare» che fu accolta sul peschereccio «Bois rosé» per cinque mesi di pesca sui banchi di Terranova, nel 1952: Anita Conti, oceanografa francese e collaboratrice di Jacques Cousteau, che ai raffinati soggiorni parigini alternava viaggi a fianco degli uomini di mare, a bordo delle loro barche.
È dal suo sguardo che si coglie il lato drammatico della pesca al merluzzo, esasperata fino all’estinzione di molti banchi. È la sua sensibilità femminile, unita alla preparazione tecnica degna di un esperto marinaio e all'acutezza della giornalista e fotografa, a illustrare minuziosamente le fasi della «fabbrica del merluzzo», tingendo di poesia anche i passaggi più crudi: «Il vento porta questa pioggia, e semina gocce rossastre sui tranciatori e sui mozzi. (…) La sua ombra colorata si appiccicherà in macchie alle cerate nuove, ingrasserà i capelli e segnerà i visi...».
Associazione Storie di barche (a cura di): «Una stagione di pesca al merluzzo», Magenes Editoriale, 164 pagine, 15 euro.