Su Serravalle patto fra Comune e Provincia. «Per far cassa scendiamo sotto quota 50%»

Per fare cassa e aumentare il valore delle loro partecipate, la
Provincia e il Comune studiano la costruzione di una nuova società in
cui far confluire le quote, in particolare, della Serravalle

«Il Comune non svenda le sue azioni della Serravalle». Lo scorso marzo, quando era ancora lontano dalla giunta Pisapia ma parlava da leader dell’Api, Bruno Tabacci sollecitava il Comune a non mettere sul mercato la sua quota del 18% della società per incassare 170 milioni di euro. Dopo il match sui conti tra Pisapia e Moratti, nei giorni scorsi il bando di gara è stato pubblicato con una chiosa di Tabacci che da allora ad oggi è diventato assessore al Bilancio: «Tanto non si farà avanti nessuno». Come dire che l’acquisto di Serravalle è passato dall’essere una svendita ad un pessimo affare, non può trovare investitori interessati. «Sarà ovviamente così, se Tabacci continua a boicottare l’operazione» avvertiva invece Beretta. Ma anche ieri dopo un incontro con il presidente della Provincia Guido Podestà che controlla poco meno del 53% con Asam e la Provincia di Monza e Brianza, ha dato praticamente per chiusa la possibilità che nelle casse comunali rientrino i 170 milioni messi a bilancio preventivo dalla Moratti, «io ho pubblicato letterale i bando, ma non parteciperà nessuno».
Via invece al piano che promuoveva già da marzo. Per fare cassa e aumentare il valore delle loro partecipate, la Provincia e il Comune studiano la costruzione di una nuova società in cui far confluire le quote, in particolare, della Serravalle. Il gruppo di lavoro partirà martedì prossimo «per arrivare a una decisione che poi, a settembre, dovrà avere l’ok di consiglio provinciale e comunale su come valorizzare le partecipazioni comuni» conferma Podestà.
Palazzo Marino ha il 18,6%, la Provincia il 52,9%. «La somma - spiega Tabacci - supera il 70%», cioè più di quanto serve (il 66%) per una modifica dello statuto che potrebbe attirare i privati. «Si può mettere in conto - ha aggiunto - di scendere sotto al 50%» mettere in piedi una newco e «nel contempo» fare patti parasociali che garantiscano il controllo pubblico aprendo ai privati.
Da qualche mese la Provincia lavora all’idea di creare un nuovo polo autostradale nel quale fare confluire le sue partecipazioni in questo settore coinvolgendo le banche. Podestà oggi ha parlato anche di due fondi sovrani «con cui è in contatto la Provincia».
D’altronde c’è anche «la necessità di dare risorse - ha sottolineato Podestà - alle iniziative che stiamo realizzando e che valgono 7-8 miliardi», opere come Pedemontana e Tem.