«Su SocGen imprudenza imperdonabile»

Intesa Sanpaolo: «Non siamo interessati a scalate, valuteremo se partecipare all’aumento di capitale»

da Parigi

Société Générale tenterà di lanciare un aumento di capitale per oltre 5 miliardi, ma l’operazione è resa incerta dall’ondata di critiche al comportamento del presidente Daniel Bouton, accusato di mancata vigilanza sulle operazioni del trader Jérôme Kerviel, costate un deficit di 4,9 miliardi. Nella serata di mercoledì il cda della banca francese si è riunito in condizioni d’emergenza: massima segretezza, nessun comunicato ufficiale e incertezza sulla solidità della poltrona di Bouton. La riunione avrebbe avuto un carattere interlocutorio e l’aumento di capitale, pur essendo probabile, non può essere dato per scontato, anche perché il via libera da parte dell’Amf (Autorità dei mercati finanziari) dipenderà dalle garanzie di trasparenza che il vertice della banca sarà in grado di fornire sulla propria azione passata, presente e futura.
Mentre i dipendenti del gruppo sostengono a spada tratta il presidente, i principali azionisti privati cominciano a vedere in lui un ostacolo al rilancio della banca e alla sua ricapitalizzazione. L’alternativa resta costituita dalla possibile scalata di un altro gruppo bancario nazionale o straniero. Le voci secondo cui un’Opa più o meno apertamente ostile starebbe per essere lanciata sul capitale SocGen sono ormai insistenti negli ambienti della Borsa parigina.
E ieri una brutta notizia per la banca è arrivata da Bruxelles. Il commissario europeo al Mercato interno, Charlie McCreevy, ha definito «imperdonabile» il comportamento di SocGen con la sua «indecente imprudenza» nel non aver controllato in modo adeguato il comportamento di Kerviel, alla base del disastroso buco nei conti del gruppo.
La Commissione comunitaria ha fatto sapere al ministero francese dell’Economia e delle Finanze che un eventuale intervento dei pubblici poteri per salvaguardare in modo improprio l’appartenenza nazionale di SocGen, ostacolando arbitrariamente un’eventuale scalata proveniente da altri Paesi dell’Ue, provocherebbe un intervento da parte di Bruxelles. In questo contesto l’aumento di capitale può essere - per Daniel Bouton - un modo per scoraggiare un’eventuale Opa, che diverrebbe finanziariamente più onerosa.
Tuttavia i due gruppi concorrenti francesi (Bnp-Paribas e Crédit Agricole) si interessano a loro volta all’ipotesi di una scalata a SocGen e non sembrano disposti a fermarsi di fronte ad alcun ostacolo. La partita per il controllo della banca entra ormai nella sua fase più calda. Intesa Sanpaolo, intanto, esclude «totalmente» - ha detto il responsabile della divisione corporate Gaetano Micciché - un investimento azionario in SocGen o la partecipazione a cordate per acquisirne il controllo, mentre valuterà l’eventuale partecipazione all’aumento di capitale. Nessun interesse a SocGen anche per Deutsche Bank e Santander.