«Su Unipol resa dei conti tra Quercia e Margherita»

Il presidente dei senatori di Forza Italia: «A sinistra scontro per il controllo della finanza»

Fabrizio De Feo

da Roma

Presidente Schifani, la sinistra non riesce ad uscire dalle secche della questione morale. E i leader Ds non vogliono saperne di indossare l’abito dei moralizzatori moralizzati.
«La moralità di Fassino non è in discussione ma è emblematico il suo colloquio con il presidente dell’Unipol, assicurazione collegata al suo partito tramite le cooperative. È evidente che la questione morale è soprattutto una lotta tra alleati per evitare che i Ds ottengano il controllo della finanza bancaria».
Vuole dire che i Ds stanno cercando di entrare in un territorio, quello bancario, finora più vicino alla Margherita?
«Sì, e lo fanno usando la loro cassaforte. E su questa resa dei conti devo registrare una debolezza della nostra coalizione che dovrebbe denunciare l’intreccio e il conflitto di interessi dei Ds. Purtroppo, invece, perdiamo tempo in polemiche pericolose e non so a cosa finalizzate da parte di un alleato che ci ha costretto a un Berlusconi Bis per una ragione che ancora resta a noi oscura, se non quella di puntare a un logoramento del premier».
La cinghia di trasmissione che lega i Ds a Unipol è un pericolo per il Paese?
«È evidente. La paura qual è? Che da “scalatori” i Ds non possano più garantire il libero mercato. È chiaro, infatti, che la discrezionalità dei finanziamenti bancari verso imprenditori compiacenti andrebbe a impedire una concorrenza su basi paritarie».
Esiste un doppiopesismo dell’informazione e una doppia morale di cui la sinistra crede di poter beneficiare?
«Nel centrosinistra c’è senz’altro l’arroganza di sentirsi depositari dell’imperativo della correttezza senza dover rendere conto a nessuno, aggravata dal fatto che si tenta di fare le pulci ad altri imprenditori che si muovono in una logica non confacente agli interessi della sinistra».
Si riferisce a Fiorani, Coppola, Ricucci e Gnutti?
«Stupisce una circostanza: perché tanti dubbi sul patrimonio di Ricucci e non su quello di altri insigni imprenditori? Forse perché tenta una scalata a un sacrario impenetrabile come il Corriere? E anche su questo bisognerebbe aprire un altro capitolo sul conflitto di interesse, con un giornale chiuso a riccio sull’alto e nobile patto di sindacato contrapposto ai “finanzieri d’assalto”. Il tutto paventando una presenza occulta di Berlusconi, pure smentita in ogni occasione utile».
Unipol è controllata dalle Coop e le Coop godono di vantaggi fiscali. Non sarebbe il caso di ripensare questo sistema per disinnescare il rischio di una concorrenza sleale?
«La scalata Unipol rende questo problema attuale e stringente. Non servono comportamenti persecutori ma almeno parità di condizioni quando si decide di entrare nel mercato finanziario».
Nel centrodestra c’è chi propone l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui rapporti tra cooperative e Ds.
«Le commissioni d’inchiesta sono strumenti pesanti e delicati. In Senato ai primi di settembre ci sarà il dibattito sulla legge di riforma del risparmio. Non escludo di chiedere in conferenza dei capigruppo un dibattito parlamentare sulla commistione tra politica, affari e lobby».
Montezemolo esce allo scoperto e chiede le dimissioni di Fazio.
«Il suo è un intervento di carattere politico, fuori luogo perché come Fiat è proprietario di una quota Rcs. Mi sarei atteso, invece, da parte di Montezemolo una maggiore attenzione sulla scalata Unipol-Bnl proprio per i rischi di alterazione della libertà di concorrenza alla quale lui dovrebbe tenere molto».
La vicenda Unipol diventerà tema di campagna elettorale?
«Dobbiamo denunciare con fermezza il rischio di un condizionamento della libertà di mercato. Cultura, scuola, università, editoria sono saldamente gestite dalla sinistra. Ora si passa alla finanza. Bisogna evitare che anche il governo centrale finisca nelle stesse mani. Mi chiedo: che Paese avremmo se i Ds andassero al governo? L’Italia verrebbe emilianizzata, trasformata in una merchant bank e cannibalizzata dalla stessa parte politica».