Su Variety

Roma chiama, Bob risponde. Ed è pronto a parlare in italiano, «il Padrino» De Niro, che (stando a Variety) avrebbe detto sì all’offerta di Aurelio De Laurentiis, produttore di Manuale d'amore 3, con la regia di Giovanni Veronesi. Troppo provinciali per la distribuzione Usa, i precedenti Manuali hanno incassato bene (35 milioni di euro tra tutt’e due, usciti nel 2005 e nel 2007) e scocca l’ora del sequel su scala internazionale, con un Manual of Love, terzo capitolo(quattro episodi), dove Carlo Verdone e il divo dei divi, qui nel ruolo d’un maturo professore alle prese con un amore romano, si contendono la scena.
«Pare una frase da cioccolatino, ma amare è potere», commenta Veronesi, che non ha imbroccato né con Italians né con Genitori&Figli: agitare bene prima dell'uso e quindi tenta la carta dell’esportabilità con una star planetaria. Invecchiando,il 67enne veterano di Hollywood deve dosare le parti da macho, per abbondare con quelle da pensionato in gamba (come nel remake di Stanno tutti bene, film di Giuseppe Tornatore nel quale Bob interpreta un anziano padre in cerca dei suoi figli), sebbene imbracci pur sempre un fucile in Machete di Robert Rodriguez. Per tacere del film d’azione The Killer Elite di Gary McKendry, con Jason Statham e Clive Owen: Bob avrà i capelli sale e pepe, ma prova a mantenere un’immagine da duro.
Con l’Italia l’oscarizzata celebrità ha un vecchio feeling e ha già parlato la nostra lingua in Novecento, il kolossal di Bernardo Bertolucci, per poi sembrare più siciliano dei siciliani come Vito Corleone ne Il Padrino di Francis Ford Coppola.
Set capitolino al via il 24 settembre, dunque, a Cinecittà e fan subito scatenati: l’ultima volta che è stato avvistato De Niro risale all’11 luglio, a Melbourne, dove il nostro ha fatto una puntantina gastronomica al Nobu, ristorante giapponese del quale è co-proprietario, per rilassarsi durante le riprese di The Killer Elite.
Dopo un’estate di lavoro, pausa italiana e commedia romantica sono un toccasana.