Su Veltroni una pioggia di polemiche

Massimo Malpica

Piove su Roma, e con il maltempo l’immagine veltroniana di efficienza della capitale fa - letteralmente - acqua da tutte le parti. Non è certo una novità: ogni volta che le nuvole fanno sosta sul cielo della Città eterna decidendo di inzupparne strade e palazzi, scatta l’emergenza. E se la pioggia è persistente, se va avanti per un paio di giorni, i disagi impazzano, sfiorando il grottesco. Come ieri: mezzi anfibi dei pompieri che soccorrono famiglie bloccate nei loro appartamenti con l’acqua che sale, fuoristrada dei vigili del fuoco inghiottiti da voragini nell’asfalto (che peraltro si erano aperte prima del nubifragio) mentre tentavano di intervenire per alleviare i disagi dei cittadini, semafori in tilt, strade trasformate in ameni ruscelli urbani. E così, mentre l’unico rammarico del Campidoglio sembrava dettato dalla «domenica ecologica» sabotata dall’acqua, l’opposizione ha deciso di far piovere i suoi strali su Walter Veltroni, accusando il sindaco di essere a dir poco distratto sul fronte della manutenzione di strade, fogne e tombini che - per dirla con Fabio Sabbatani Schiuma di An, «non danno lo stesso ritorno d’immagine e politico degli eventi culturali», quelli che invece il buon Walter non trascura per niente.
Nella polemica entra anche Gianni Alemanno, potenziale sfidante di Veltroni alle prossime comunali. Il ministro delle Politiche agricole, che molti in An vorrebbero come candidato sindaco per la Cdl, ironizza sull’allarme sociale «alla parigina» nelle periferie italiane sollevato due giorni fa da Prodi. Il Professore, a suo dire, «prima di fare pericolose previsioni sul rischio di rivolta sociale nelle periferie dovrebbe sollecitare il sindaco Veltroni a tutelare le periferie romane dal rischio acquazzoni». E se «basta un acquazzone per mettere in crisi la città», si domanda il titolare del Mipaf, «dovremo aspettare il primo annegato per pioggia perché Veltroni utilizzi qualche risorsa per la manutenzione ordinaria degli scarichi di acqua piovana della capitale?».
Le colpe di Veltroni, però, risalgono anche a Rutelli e ai precedenti primi cittadini. Perché, ricorda il vicepresidente del Consiglio comunale Sabbatani Schiuma, «l’intero sistema fognario a Roma non funziona perché da 40 anni manca la manutenzione». Ormai il problema si è sedimentato, proprio come gli strati di foglie e detriti all’interno delle caditoie. Le fogne di Roma non raccolgono più l’acqua che cerca altre strade. Inquina le falde e apre voragini nell’asfalto ogni volta che piove. I costi per ripristinare il sistema dopo il lungo abbandono sono «ormai altissimi», conclude Schiuma. Così, mentre il capogruppo di An in IV municipio Cristiano Bonelli annuncia che si armerà di pala e carriola per ripulire, con i colleghi del gruppo, i tombini in viale Ionio e in via Salaria, Piergiorgio Benvenuti torna a puntare il dito contro Veltroni, oltre ad accusare l’Ama di aver «dimenticato» di raccogliere le foglie che, come è noto, in autunno tendono a cadere otturando le caditoie. «I disagi di questa domenica - spiega il capogruppo di An in Provincia - e la pericolosità dei marciapiedi e delle strade sono determinati dalla responsabilità del Comune di Roma e dall’Ama: da chi non è in grado di svolgere il proprio ruolo, mettendo in ginocchio un’intera città». Chiude Antonio Tajani. «Basta un temporale per mettere in difficoltà la capitale d’Italia», osserva caustico il consigliere comunale azzurro, che ha pronta un’interrogazione per Veltroni. «Gli chiederemo che nel prossimo assestamento di bilancio si investa di più in manutenzione, tagliando le spese inutili di un’amministrazione che, in cinque anni, non ha saputo migliorare la vita dei romani».