La sua arte monumentale

L’opera «La Pisana» in pietra di Vicenza è stata scelta come immagine-guida della mostra ed è ispirata all’eroina sensuale e ascetica, tenera e selvatica delle Confessioni di Ippolito Nievo un testo che aveva conquistato e ammaliato Martini. Fa parte delle opere ospitate alla Permanente che coprono un arco cronologico molto ampio, dal 1913 al 1947, l’anno in cui è avvenuta la prematura scomparsa dello scultore.
Alla Fondazione Stelline è protagonista invece l’aspetto monumentale di Martini inteso come rapporto con lo spazio pubblico e quello urbano. E infatti trovano qui la loro collocazione anche numerosi bozzetti di opere realizzate per edifici pubblici. Ed è a questa sezione che viene collegato il percorso cittadino che tocca i luoghi di Milano dove sono presenti imponenti sculture di Martini.