Sua maestà il Barolo 2001, pienone al Marriot

Presentate 118 etichette di una annata felice pronta a rintuzzare la concorrenza italiana e straniera

Debutto romano per il Barolo 2001, il re dei vini italiani nonostante i rampanti rossi del sud, l’Amarone e il solito Brunello, in testa però alle esportazioni. Come già avvenuto in passato, l’ingresso in società del vino, promosso dalla Camera di commercio di Cuneo, in collaborazione con l’Enoteca regionale del Barolo e Confcommercio, è avvenuto alla presenza di un nutrito pubblico di accaniti degustatori che hanno affollato il Marriot Hotel di via Veneto. Tra questi qualche grande nome della ristorazione capitolina, rappresentanti di ambasciate, alti gradi dell’Arma, e persino tour operator dal sorso repentino. Ben 118 le aziende presenti, che hanno proposto degustazioni abbinate (un po’ tardi, lo ripetiamo ancora una volta) alle specialità gastronomiche della provincia di Cuneo. «Il Barolo 2001 - ha dichiarato il vicepresidente di Confcommercio, Ferruccio Dardanello - parte da premesse convincenti. Abbiamo tra le mani un prodotto di classe. Affrontare in queste condizioni un mercato nazionale ed estero non certo facile è motivo di speranza per i tanti chiamati a confrontarsi con una concorrenza spietata, portata avanti da Paesi affacciatisi agli orizzonti vinicoli da poco».
Per la cronaca, tra le etichette in esposizione nell’allettante campionario si segnalano l’immancabile «Monfalletto», Cordero di Montezemolo sempre tosto ma con grazia e notevoli profumi, e il «Marchesi di Barolo», che nell’annata in questione conquista il palato come non mai.