Suazo racconta il suo mercato "Mai pensato di tradire l’Inter"

L'honduregno avrà il numero 29. "Ringrazio Cellino per avermi dato la squadra che volevo". Adriano vittima di una estorsione

Appiano Gentile - «Quando passi da una piccola squadra a una grande squadra, significa che hai fatto qualcosa di buono. Ma so che adesso non sarà facile». Avrà la numero 29, resta un attimo lì solo quando gli danno la notizia di essere il primo giocatore, dopo Gianluca Vialli 21 anni fa, ad aver rifiutato il Milan. David Suazo con la sciarpa nerazzurra avrebbe suscitato la metà dei fremiti se il suo acquisto non avesse causato un incidente diplomatico fra campioni d’Italia e campioni d’Europa. Invece il colore di quella sciarpa fa girare tutta la storia e l’honduregno, scafato o ancora poco padrone della lingua, inizia a dribblare fin dal giorno della sua presentazione: «Sono rimasto sorpreso di quanto è successo, ero venuto a fare le visite mediche con il permesso del Cagliari e non mi è sembrato normale ricevere a mezzanotte di due giorni dopo quella telefonata che cambiava tutto. Ho sempre voluto l’Inter, lo sapeva il mio procuratore Giovanni Branchini e lo sapeva il mio presidente». Inutile chiedere come si sia giustificato Cellino che lo ha venduto due volte, faccia rilassata e sorriso stampato, Suazo aggiunge solo: «Cellino ha fatto quanto gli avevo chiesto e lo ringrazio».

L’ufficio indagini ha interrogato lui e il procuratore Branchini, e loro si sono difesi senza tirarsi la zappa sui piedi. Sul confronto con Massimo Moratti e Rinaldo Ghelfi, Marco Branca anche lui interrogato ha risposto: «L’udienza? Tutto a posto, non c’era niente, non è successo niente». Tutti d’accordo nel fissare i nuovi paletti della vicenda: Moratti voleva dire un’altra cosa, Suazo ha firmato il contratto economico con l’Inter domenica notte, al massimo lunedì mattina, comunque dopo che i due presidenti si erano intesi al telefono.

Accordo che invece continua a mancare fra Moratti e la Sensi per decidere quale fine farà Cristian Chivu: «Abbiamo il gradimento del giocatore - ha spiegato Branca -, non l’accordo con la Roma. Non conosco quale rilancio abbia fatto il Barcellona e comunque si parla solo di cash, contanti, niente contropartite tecniche. Grosso? Niente giocatori, solo soldi. Credo che nei prossimi due giorni si conoscerà la fine di questa trattativa. Il Real Madrid? Non credo sia interessato a Chivu, è lì per dare fastidio sapendo che il Barcellona vuole il calciatore. Noi comunque non stiamo inserendo nel negoziato calciatori attualmente in rosa». Ma in realtà sembra proprio che le cose stiano andando nel verso giusto per l’Inter: «Noi contiamo di trovare un accordo con la Roma - ha precisato Branca -. Del resto in assenza di tale accordo non si può procedere».

Ma il pezzo forte arriva quasi al momento dei saluti: «Contrariamente a quanto scrivete e pensate - ha aggiunto Marco Branca -, l’Inter ha pochi giocatori. E servono tutti. Andreolli cercheremo di farlo giocare di più, Toldo? Situazione non semplice». Su Tevez nessun commento, su Adriano invece arrivano notizie direttamente da Rio de Janeiro dove ha corso il rischio di finire vittima di una estorsione. Una coppia di finti poliziotti avrebbe inviato al suo manager Gilmar Rinaldi un avviso per presentarsi in questura, invitandolo prima a contattarli telefonicamente. Adriano aveva subito in passato un tentativo di estorsione sempre da loro, attivamente ricercati dalla vera polizia di Rio de Janeiro.