Sub muore investito da un motoscafo

Sub tranciato dall’elica di un motoscafo: muore un insegnante romano di 38 anni, Giulio Balestrieri, che in compagnia del cugino ieri mattina si era immerso nelle acque della Baia di Ponente a Santa Marinella. Una tragedia avvenuta poco dopo mezzogiorno a circa un miglio dalla riva. Balestrieri, professore all’istituto tecnico commerciale «Benedetto Croce» di Civitavecchia, equipaggiato di bombola, era appassionato di pesca subacquea e come sempre aveva segnalato la sua posizione con boa e bandierina, così come il cugino. I due si erano allontanati dalla battigia a bordo di un gommone. Gettata l’ancora avevano inziato la battuta di pesca.
Poi il dramma. La vita di Balestrieri si incrocia tragicamente con quella di una famigliola del nord in vacanza sulla barca di famiglia. Un motoscafo da 10 metri, «Mediterranean 41» salpato in mattinata da un porticciolo della Toscana e diretto a sud di Roma, con tappa a Ostia. Ma le condizioni meteo non sono ottime, quindi, la decisione del comandante, un professionista di 40 anni, di chiedere l’autorizzazione per attraccare a Riva di Traiano. Nella manovra di rientro l’urto.
L’uomo non si accorge dei sub in immersione nella zona. L’elica dell’imbarcazione taglia lungo l’arco dorsale di Balestrieri: un’unica profonda ferita mortale dal torace al bacino. L’insegnante muore sul colpo, il suo corpo riemerge in superficie senza vita. Il cugino sotto choc tenta invano di soccorrerlo. Il «Mediterranean», intanto, prosegue la sua marcia verso terra. «A quanto pare - spiega il maggiore Francesco Cavallo, del comando dei carabinieri di Civitavecchia - lo scafista dapprima non si è reso conto di nulla. Poi, avvisato da alcuni parenti che erano su una barca che lo precedeva, dopo un po’ è tornato indietro». Anche il cugino della vittima sale sul Mediterranean, mentre dal porto salpano le motovedette della Capitaneria e della Guardia di finanza che, insieme ai sommozzatori dei vigili del fuoco, recupereranno il cadavere. In mare sono state rinvenute entrambe le boe utilizzate dai due subacquei: il filo che legava la vittima è stato reciso. Sull’incidente la Procura di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta. Lo scafista dovrà rispondere del reato di omicidio colposo. Per quanto riguarda l’omissione di soccorso, il pubblico ministero Giuseppe Deodato, invece, dovrà accertare se l’investitore, che era con moglie e figli, fosse, in realtà, fuggito o eno subito dopo l’impatto magari in preda al panico. Entrambi i natanti, gommone e motoscafo, sono stati posti sotto sequestro, mentre sul corpo della vittima è stato disposto l’esame autoptico.