Subbuteo Stelle sotto la Lanterna

Il principio basilare delle mode, si sa, è la ciclicità: nei vestiti, come nella musica e nei giochi, si assiste al periodo dell'exploit, ad anni di oblio e poi al ritorno in pompa magna nel nome del «vintage». Succede così che il serbatoio principale per le vecchie-nuove tendenze siano gli anni Ottanta, bistrattati e classificati come trash a cavallo del nuovo millennio, innovativi e fonte d'ispirazione per molti oggi. Vengono così riesumati dalle cantine di chi ha vissuto quegli anni Ray Ban Wayfarer (modello Blues Brothers), pantaloni a vita alta, vinili di Madonna e, per chi è cresciuto a pane e calcio, il mitico Subbuteo. Proprio il «calcio a punta di dito» sta vivendo in questi ultimi anni una vera e propria seconda vita. Il merito va soprattutto alle vecchie glorie di un tempo che, rispolverato il panno verde, hanno iniziato a contagiare anche le nuove leve, cercando di strappare sempre più proseliti a Play Station, Xbox e videogame in generale. Ai piedi della Lanterna questa crociata viene condotta da Enzo De Bastiani, presidente del Cts Genova Club, unica società genovese di calcio da tavolo e Subbuteo. «Siamo una realtà presente sul territorio da più di tre anni - racconta il presidente - e abbiamo l'intento di allargarci sempre di più, cercando di coinvolgere i ragazzini e di richiamare qualche nostalgico giocatore». Ad oggi il Cts Genova Club conta una quindicina di iscritti, tra i quali il tecnico, ed ex campione d'Italia, Valentino Spagnolo, nostalgici come Edoardo Ferrera (dg della Michele Arnulfo Rugby Academy), che ha coinvolto anche il figlio tredicenne Filippo, e sei giovani (merce rara per la disciplina, ndr) equamente divisi tra under 12, 15 e 19.
«Il nostro obiettivo è di far tornare a giocare tutte le vecchie glorie genovesi - confessa De Bastiani -. A loro vorremmo poi aggiungere dei giovani, da fare crescere con il nostro preparatissimo tecnico, in modo da poter innalzare il livello tecnico della squadra». «Siamo una società agonistica che tende a migliorarsi - aggiunge -. È chiaro però che non siamo una casta quindi se qualcuno vuole venire a provare o ad avvicinarsi per la prima volta al calcio da tavolo è il benvenuto». Le offerte, in effetti, non mancano per gli interessati: dai campionati interni (singoli e a squadre), a tornei ed amichevoli (anche fuori Genova) fino ad arrivare alla squadra iscritta al campionato italiano di Serie D. Proprio quest'ultima è il fiore all'occhiello della società visti gli ottimi risultati raccolti la passata stagione, prima nella fase interregionale a Casale e poi nella fase finale nazionale a Fiumicino. «Noi diamo la possibilità di giocare i tornei della Federazione, cosa che risulta impossibile se non si è iscritti ad una società agonistica come la nostra - spiega De Bastiani -. Le iscrizioni sono aperte tutto l'anno e la quota associativa la pagano solo i giocatori «over», i quali hanno la possibilità di far venire con loro i figli senza pagare».
L'intento principale del Cts Genova Club è proprio quello di richiamare tanti ragazzi, sottraendoli a videogame e console per coinvolgerli in un gioco aggregativo. «Il nostro è uno gioco-sport che permette di fare amicizie a differenza della tendenza a isolarsi che portano i videogiochi - sottolinea il presidente De Bastiani -. Proprio per questo motivo vogliamo intraprendere in futuro un lavoro con le scuole primarie, per portare il calcio tavolo nei diversi istituti della città».
Infine, per chi è stato preso dalla nostalgia o dalla curiosità di provare a giocare a «calcio a punta di dito» l'appuntamento è tutti i venerdì sera dalle 21 nella chiesa sconsacrata di San Bernardino (Salita San Bernardino 9, in zona del Carmine). Per ulteriori informazioni vi sono inoltre un sito internet, www.ctsubbuteogenovaclub.blogspot.com, e il cellulare del presidente Enzo De Bastiani, 338-9586445.