Via subito ai cantieri per 16,6 miliardi Ora il governo accelera la cura anticrisi

Domani al Cipe una lista di infrastrutture da far partire entro 6 mesi.
Misure di sostegno ai lavoratori atipici, Tremonti apre ai sindacati. Emergenza economia, i primi numeri del 2009: <strong><a href="/a.pic1?ID=333372">pil e consumi in discesa</a></strong>, sale la cassa integrazione

Roma - Cantieri da aprire subito, al massimo entro sei mesi, per affrontare l’emergenza economia. Domani, alla riunione del Cipe - il comitato per la politica economica - il governo varerà la dettagliata lista di opere pubbliche da finanziare con 16,6 miliardi di euro, con l’obiettivo di garantire 150mila posti di lavoro. «Noi speriamo in una ripresa rapida - dice Gianni Letta nell’incontro fra governo, imprenditori e sindacati a palazzo Chigi - ma intanto ci attrezziamo per affrontare le emergenze». Le priorità degli interventi: salvaguardia delle imprese, occupazione, coesione sociale. Anche con misure di sostegno al reddito dei lavoratori atipici.

La crisi s’è aggravata, nelle ultime settimane. I dati sulla cassa integrazione, i consumi, il fatturato e gli ordini dell’industria rappresentano altrettanti segnali d’allarme. Dunque, il governo cerca di puntare sulla rapidità degli interventi. La lista delle infrastrutture, che sarà messa a punto oggi nella riunione del «pre-Cipe» e approvata domani dal Comitato interministeriale, punterà sulle opere cantierabili al più presto. Saranno rimodulati i fondi europei Fas, sia quelli destinati alle infrastrutture, sia quelli reperiti nell’accordo raggiunto fra governo e Regioni - 8 miliardi di euro in due anni - per incrementare i fondi destinati agli ammortizzatori sociali.
Dalle misure di sostegno al reddito non resteranno esclusi i lavoratori atipici. Da parte dei ministri dell’Economia e del Welfare, Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi, è giunta la disponibilità a discutere la questione. «Occorre vedere quanto si spende degli 8 miliardi dell’accordo, oggi non lo sappiamo e magari possono restare risorse per quei lavoratori», spiega Tremonti. «Ne possiamo discutere», conferma Sacconi. E proprio sulla questione degli ammortizzatori sociali non manca un botta e risposta polemico fra Tremonti ed Emma Marcegaglia, che aveva sollecitato il governo ad agire, «dato che l’immobilismo è la cosa peggiore». «Emma - dice il ministro dell’Economia - gli ammortizzatori sono immobilismo»? «No - risponde il presidente di Confindustria - ma si può sempre fare di più».

Dunque, adesso la palla passa al Cipe che, domani, darà il via libera ad opere cantierabili entro sei mesi, per un valore complessivo di 16,6 miliardi di euro. Non cambia la cifra, cambiano i tempi di erogazione. Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, spiega che la lista delle opere è stata estrapolata dal piano per le grandi opere da 44 miliardi di euro in tre anni, «proprio perché cantierabile subito, da qui a sei mesi». Fra gli interventi, l’atteso completamento della Salerno-Reggio Calabria, la statale ionica, e anche opere situate nel Nord: la Brebemi, la Pedemontana, l’alta velocità Milano-Treviglio, alcune opere dell’Expo milanese.

Per combattere la crisi, le imprese chiedono al governo una politica più espansiva, di sostegno all’economia e all’occupazione e sgravi fiscali per chi investe. «Bisogna concentrare gli interventi - spiega la Marcegaglia - per garantire la sopravvivenza delle imprese e dei lavoratori, e rendere subito operativo l’accordo sugli ammortizzatori sociali». La Confcommercio, che poco prima dell’incontro di Palazzo Chigi aveva reso note cifre preoccupanti sui consumi, parla di «crisi acuta» e chiede, col presidente Carlo Sangalli, garanzie sul fronte del credito. Una risposta, su questo fronte molto delicato, arriverà oggi: Tremonti riunisce al Tesoro banche, imprese e sindacati per quello che il ministro ha definito il credit and liquidity day.

I sindacati, a loro volta, sollecitano la massima protezione per i lavoratori. «Abbiamo discusso del sostegno ai co.co.co», conferma il segretario cislino Raffaele Bonanni. Un problema che sta a cuore anche alla Confsal. «Bisogna finanziare il mantenimento dei posti di lavoro», dice il segretario Uil Angeletti. E la Cgil? Assente il segretario Epifani, il vice Fulvio Fammoni parla di riunione «propagandistica, poco concreta».