«Subito un’azione coordinata per contrastare la crisi»

Ministri e governatori si sono trovati d’accordo sulla necessità di un’azione coordinata e urgente per combattere la crisi finanziaria. Ma il ministro delle Finanze brasiliano Guido Mantega ha detto, al termine dei lavori, che i dettagli dell’azione coordinata non sono ancora stati definiti, e che non c’è ancora un vero accordo sulle proposte di una maggiore regolamentazione nei mercati finanziari.
Nel frattempo il governo cinese ha annunciato un piano da 586 miliardi di dollari per stimolare la crescita della propria economia e sostenerne l’espansione. In base al piano, Pechino spenderà la cifra promessa entro la fine del 2010 con investimenti destinati soprattutto alle infrastrutture, al welfare e ad altri settori chiave come parte di una politica fiscale «attiva». Il programma d’interventi prevede, inoltre, l’aumento dei prestiti alle piccole e medie imprese. Queste misure mirano a stimolare la domanda interna, dopo che la crescita dell’economia ha evidenziato un inatteso rallentamento: nel terzo trimestre, infatti, il pil è cresciuto del 9% contro il più 10,4% del trimestre precedente.
Nella prima parte del 2008 la Cina ha registrato un surplus di bilancio di oltre 170 miliardi di dollari, ma la crescita delle entrate fiscali sta bruscamente rallentando, come effetto della crisi del credito che ha investito l’economia mondiale. Sempre con l’obiettivo di stimolare la crescita dell’economia, negli ultimi tempi il governo di Pechino ha anche mutato, allentandola, la propria politica monetaria abbassando il costo del denaro per tre volte, portando i tassi al 6,66 per cento.