«Subito l'Iva all'8% per i giovani»

Prosegue con successo il tour della portaerei Cavour, che ha fatto tappa a Gibuti, sul Mar Rosso, per mettere a punto aspetti tecnici dell'allestimento espositivo, per poi partire con il percorso vero e proprio da Abu Dhabi, alla fine di novembre. Fruttuosi gli incontri B2B avvenuti finora a Jedda (Arabia Saudita, 18-20 novembre), Gibuti (22-24 novembre) Abu Dhabi (20 novembre-4 dicembre), Mina Sulman (Bahrein, 5-9 dicembre), Kuwait City (10-14 dicembre) e Doha (Qatar, 15-19 dicembre).
La Cavour è partita il 13 novembre da Civitavecchia, per un tour di promozione del made in Italy, facendo sosta nelle località commercialmente più strategiche del Golfo Persico e dell'Africa. Una missione umanitaria, fortemente voluta dal ministro della Difesa, Mario Mauro, ma anche occasione per mettere in vetrina le eccellenze della produzione italiana. Nei container, di solito «hangar» per gli aerei militari, c'è l'area espositiva di FederlegnoArredo: 150 metri quadrati per ben 90 prodotti di 36 aziende che hanno aderito all'iniziativa (www.federlegnoarredo.it)
Durante la tappa in Bahrein i rappresentanti della federazione sono stati presenti alla fiera del design di Manama, alla sua prima edizione. L'esposizione a bordo è stata visitata da una delegazione dell'Hilal Conference & Exhibitions, società che organizza la Bahrain Interior Design Week.
L'economia saudita sta attraversando una fase di crescita sostenuta grazie alla favorevole combinazione petrolio-politiche fiscali espansive-bassi tassi di interesse. Questo il risultato: nel 2012 il Pil è cresciuto del 6,8%. Mercato dinamico, quindi, già oggetto di monitoraggio da parte di FederlegnoArredo attraverso alcune missioni (2011-2013) che hanno confermato le opportunità di penetrazione per il comparto casa e ufficio sia nel segmento contract sia retail.

Difficilmente gli imprenditori avveduti sbagliano i conti. Anzi, spesso azzeccano le stime ipotizzate un anno prima. È stato così per il cosiddetto bonus mobili. Provvedimento che ha consentito, nell'ultimo trimestre, di recuperare un'importante quota di mercato interno. Ma evidentemente non basta. La prevista stangata sulla casa - altro che Imu! - e nuove tasse più o meno occulte rischiano, infatti, di dare altri colpi letali ai due settori trainanti della nostra economia: edilizia e arredamento. Ne è consapevole Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo.
Presidente, nella conferenza stampa di fine anno ha sottolineato più volte la sensibilità del governo sull'argomento.
«Sì, vero. Ma attenzione, stiamo parlando di recupero sulle perdite: oltre 300 milioni in tre mesi contro una perdita secca di 14 miliardi di fatturato (2008-2012, ndr). Il governo ci ha ascoltati, significa che avevamo ragione se è vero che quel provvedimento ci ha consentito di tenere in vita mille aziende e 4mila posti di lavoro. Certo che non basta. Se ricominciamo a tartassare la casa, addio sogni di ripresa».
Ecco il problema.
«Tasto dolente. Nei momenti difficili gli uomini, imprenditori, lavoratori, e soprattutto i governi, devono mettere in campo gli attributi. Noi lo abbiamo fatto e continueremo a farlo. Come lei ben sa, abbiamo lanciato un altro progetto per le giovani coppie. Niente di eccezionale, solo un adeguamento dell'Iva all'8%, così come avviene in altri Paesi Ue. Al governo chiedo con fermezza di intervenire in fretta. Un abbassamento dell'Iva per l'acquisto di arredi favorirebbe gli investimenti dei giovani salvaguardando il nostro settore. La sfida internazionale di FederlegnoArredo sta dando frutti eccellenti, ma vogliamo arrestare la caduta dei consumi interni per recuperare parte di quel fatturato miliardario andato in fumo dal 2008 a oggi».
E la Casta spende....
«Sono preoccupato per una imposizione fiscale che continua a crescere in maniera sconsiderata. Così si tolgono risorse e liquidità al mercato. Nel bilancio dello Stato ci sono notevoli e importanti sacche di recupero. Ma noto che aumenta solo la spesa pubblica. Ci si riempie la bocca di spending review. Ma di che cosa stiamo parlando? Intanto il governo ci dia risposte immediate sulla proposta Iva per i giovani. C'è un'opinione pubblica disorientata, la fiducia continua a scendere ai minimi storici. Noi stiamo dimostrando quello che sappiamo fare, con serietà. Il Palazzo faccia la sua parte. Nel nostro settore ci sono ancora 370mila occupati. Io e la federazione abbiamo il dovere di difendere questa gente. Si tratta di aziende medio-piccole, radicate sul territorio italiano. Non siamo multinazionali che vengono in Italia, prendono i contributi dello Stato e poi se ne vanno. Il nostro saldo import-export parla di un attivo di 8 miliardi. È frutto del nostro impegno, della capacità di imprenditori coraggiosi che rischiano ogni giorno».
Arrabbiato. E non poco...
«FederlegnoArredo ha avuto un buon approccio con l'attuale governo, ma dopo la partenza sprint qualcosa si è inceppato. Siamo un po' tutti stanchi delle vessazioni quotidiane e di un Fisco sempre più opprimente e aguzzino. Smettano, i governi, di difendere le piccole parrocchie. Attenzione, le nostre richieste non sono capricci. Sono cose fattibili e tra l'altro condivise anche dai sindacati. Si dà il caso che oltre ai dipendenti del nostro settore ci siano anche quelli del commercio. Siamo un Paese migliore di altri - lo dicono nel mondo - Allora fuori gli attributi e proviamo ad alzare la voce anche in Europa. Altrimenti altre migliaia di aziende non vedranno la fine del 2014».