«Subito un patto contro il caro-affitti»

Proposta dell’assessore regionale Piero Borghini a Comuni, Aler e privati: «Vanno trovate aree pubbliche per alloggi popolari»

«Oggi, quella della casa, è la più grande bolla speculativa degli ultimi decenni, che può essere contrastata impegnando concretamente Regione, Provincia e Comune, assieme ai Comuni dell'hinterland, per costruire un progetto che offra case in affitto, a prezzi economici. Serve un patto antispeculativo per la grande Milano».
Questa la denuncia-proposta fatta dall’assessore regionale alla casa, Piero Borghini, intervenendo ieri mattina al convegno «L'housing sociale e il problema casa a Milano e hinterland», svoltosi all'Umanitaria: «Per affrontare e risolvere il drammatico problema della casa - ha aggiunto ancora Borghini - si devono muovere, accanto alla Regione, molti altri soggetti, come le Aler, il privato non profit, il mondo delle banche e della finanza con proposte mirate, e gli operatori privati».
Borghini ha sostenuto inoltre che solo intervenendo sull'insieme del territorio milanese è possibile affrontare concretamente una emergenza che ha ormai raggiunto e superato il livello di guardia.
«Già oggi la Regione - ha ricordato l'assessore - dopo aver promosso la nuova legge che consente l'utilizzo di aree pubbliche a standard, ha consentito al Comune di Milano di costruire 20 mila nuovi alloggi popolari. Ma occorre una risposta più incisiva per venire incontro alle esigenze di quei cittadini, e sono molti, che non possono permettersi una casa in affitto ai prezzi di mercato. Ciascuno può e deve fare la propria parte e i Comuni, in particolare, devono individuare aree pubbliche per costruire case a canone sociale e moderato e renderle disponibili. Per rendere operativa questa scelta occorre un forte coordinamento, già avviato con la recente legislazione sulla casa - tra le istituzioni del territorio».
Borghini ha infine ricordato che la Regione ha avviato il più grande programma di riqualificazione delle periferie e dei quartieri popolari mai varato: «Spenderemo più di 300 milioni di euro per restituire identità e decoro ai cittadini che vivono le periferie. Tutto ciò, con la progettazione partecipata, in stretta sintonia coi cittadini residenti».
«L'assessore Borghini - è stata l’immediata replica dei Ds - ha finalmente riconosciuto che l'emergenza casa ha ormai raggiunto e superato il livello di guardia, e per la prima volta ammette che in questi anni c'è stata una grossa bolla speculativa, che, a nostro giudizio, è favorita da una politica per la casa sbagliata e che ha il suo fondamento nella convinzione che il mercato da solo sia in grado di rispondere alla domanda di alloggi». «A Milano - si legge ancora nella nota diessina - si è persa l'occasione di utilizzare le aree industriali dimesse, che sono state lasciate ad interventi immobiliari che hanno contribuito fortemente alla bolla speculativa di cui Borghini parla».