«Subito in serie A per vincere i derby»

Il nuovo corso del Genoa porta la chioma bianca e la parlata gentile da signore vecchio stampo di Giambattista Pastorello che è il nuovo vicepresidente rossoblù. Pieni poteri o quasi per questo imprenditore da oltre trentanni nel calcio che nell’Italia mondiale ha visto primeggiare da Buffon a Del Piero, da Oddo a Cannavaro senza dimenticare Camoranesi, Barone e Inzaghi tutte stelle scoperte da lui.
Enrico Preziosi visibilmente rilassato presenta l’ultimo atto della ristrutturazione societaria non a caso il giorno dopo la chiusura del mercato. Un passaggio di consegne che però non significa disimpegno da parte sua infatti Preziosi spiega così la sua scelta: «Con Pastorello ci legano stima e amicizia. Io avevo bisogno di essere aiutato e siccome lui nelle questioni gestionali è più bravo di me, sono felice che sia qui per lavorare per questa società. Infatti da ora in avanti avrò bisogno di più tempo per le mie aziende che poi sono quelle che permettono gli investimenti nel Genoa, ma il rapporto con la gente lo voglio tenere stretto e ho tanta voglia di correre ancora sotto la gradinata». La Giochi Preziosi verrà quotata in borsa entro al fine dell’anno e il presidente staccherà un po’ la spina e soprattutto i cellulare tanto che, rivolto ai cronisti, sorridendo rivolge l’invito a non chiamarlo più: «Telefonate a Pastorello che ha la mia più completa fiducia, tanto lui non vi manderà mai a quel paese come faccio io».
E Pastorello, con cravatta rossoblù: «Ringrazio la proprietà per questa responsabilità che mi è stata data. Non pensavo di rientrare nel calcio così presto dopo aver ceduto il Verona dove ero rimasto otto anni e mezzo. Anzi, avevo progettato un anno sabbatico, fatto di aggiornamenti, ma quando Preziosi mi ha offerto questo incarico prestigioso e in piena autonomia, non mi sono tirato indietro anche perché Enrico è un amico e ci legano molte battaglie comuni nel calcio. E poi Genova è una grande città e il Genoa rappresenta una piazza importante. Ho parlato con Osvaldo Bagnoli che mi ha spinto subito parlandomi meravigliosamente della tifoseria e facendomi capire che Genova ha il dna rossoblù». Sarà un vicepresidente presente come ha detto lui stesso, tanto che prenderà la residenza a Genova. Ma niente personalismi. Pastorello ci tiene a sottolinearlo con riferimento alle ventilate dimissioni di Alessandro Gaucci: «Preziosi mi ha illustrato i suoi progetti e sono qui per questo. L’obiettivo comune è andare in serie A e possibilmente vincere i derby. Non credo che la mia presenza possa essere destabilizzante per qualcuno». Preziosi a questo proposito aggiunge: «Pastorello ha fatto un passo avanti, io uno indietro. Alessandro che ha doti morali e conoscitive non comuni spero che resti. Ma se pensa che questo nuovo ingresso sia una sconfitta per lui, penso che farebbe bene a decidere nell’altro senso».
Preziosi oltre ad annunciare l’arrivo di un nuovissimo pullman per la squadra sottolinea i suoi sforzi sul mercato: «Altro che distacco dalla società. Abbiamo fatto una campagna di rafforzamento importante con giocatore bravi che sono arrivati e di cui Gasperini è contento. E comunque visto che sento parlare di quote o di azioni che potrei cedere dico subito che la prelazione ce l’ha la Fondazione Genoa. Comunque ora dobbiamo guardare al campionato con ottimismo. Dovrebbe succedere un cataclisma per non andare ai play-off e siccome abbiamo ottenuto gli stessi punti del Napoli è lecito attendersi che con i nuovi arrivi possiamo farne di più nel girone di ritorno che va a cominciare».
E il tecnico Giampiero Gasperini poco prima aveva confermato: «Siamo più competitivi di prima. Mi dispiace per Adailton che ha un po’ di pubalgia, ma ho molte scelte grazie a questo mercato anche se le altre concorrenti per la serie A si sono rafforzate». Preziosi chiude guardando al futuro: «Pastorello è famoso per avere valorizzato molti calciatori sia a Parma che a Verona come nel caso di Camoranesi. Ecco per l’argentino bastano quindici milioni di euro e si compra. Invece dobbiamo organizzarci per prelevare il Camoranesi di turno quando lo fece Pastorello. Insomma, con lui al timone e con Alessandro Zarbano che è sempre presente e che ringrazio , sono più tranquillo. Ritengo che per il Genoa si possa aprire una nuova fase».