«Subito tre acquisti o basta bugie: la Samp non andrà in Uefa»

Paola Balsomini

«Io sono aziendalista, ma ora è venuto il momento di parlare». Uno, due, tre, via. I botti sono partiti, anche se capodanno ormai è alle spalle. Anche perchè quando si vince è merito di tutti, quando si perde è colpa di uno solo. E allora dopo un po’ bisogna aprire il libro. Novellino e la Samp. Il ciclo probabilmente è finito ma qui c’è da salvare baracca e burattini, non importa con quale mezzo: «Falcone? Si è operato a metà aprile, mi avevano detto che sarebbe stato pronto per agosto e adesso non so che fine abbia fatto». Bum. Bonazzoli, Palombo, Pisano non erano al meglio, hanno giocato e sono incorsi nella ricaduta: «Abbiamo sbagliato noi ma non avevo alternative, ma ora sono stufo di schierare elementi che non mi offrono sufficienti garanzie dal punto di vista fisico». Bum, bum.
La sconfitta contro il Livorno è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: «Non sono abituato a perdere come mi è accaduto contro Livorno e Udinese, con svarioni difensivi incredibili. Io ho la mia dignità». Il vecchio bunker finisce sul banco degli imputati. Dei vecchi (Falcone) si è parlato ma ce n’è anche per i nuovi (Sala): «Chi è soffocato dalla mia voglia di vincere se ne può andare. C’è qualcuno che ha ottenuto 3 anni di contratto dopo essere retrocesso, e se non è d’accordo con il mio lavoro se ne può andare».
Novellino adesso si attende un segnale forte dalla società; alla strigliata di Beppe Marotta deve seguire un intervento importante sul mercato: «Ho chiesto due difensori e un centrocampista - continua il tecnico - se la società non sarà in grado di accontentarmi, non c’è nessun problema ma i tifosi non si possono prendere in giro. Bisogna dire che gli obiettivi sono cambiati, che qui non si punta più ad un posto in Coppa Uefa. Io, questa squadra, la tengo a metà classifica. Del resto era difficile competere anche su tre fronti con un organico ridotto all’osso».
Novellino è un vincente, questa Samp non vince più. Qualcuno pensa che il tecnico non abbia più voglia di prendere in mano una situazione troppo complicata: «Io non sono un codardo e non darò le dimissioni. Ho un contratto da rispettare. Il futuro? Non è il momento di parlarne». Nel frattempo la Fiorentina ha chiesto alla Samp Diana: 5 milioni di euro l’offerta ma Marotta ha risposto picche.