"Submission" il tramonto dell’Occidente

«Ho visto dimostrare una grande intolleranza per difendere la tolleranza», scrisse due secoli fa il poeta inglese Samuel Taylor Coleridge. È quello che sta accadendo in Olanda, il Paese più tollerante del mondo, tanto da dare fastidio anche a qualche democratico sincero e aperto di idee. Droghe leggere vendute in negozi appositi, prostituzione libera e esibita, apertura a temi come il matrimonio gay e l'eutanasia, che ancora spaccano le coscienze in buona parte dell'Occidente evoluto. Non stupisce quindi che proprio l'Olanda sia stata massimamente tollerante verso l'immigrazione musulmana, anche perché – per via delle colonie – parte dei suoi cittadini è di religione islamica.
La tolleranza olandese è proseguita anche dopo l'omicidio di Theo van Gogh, macellato in strada a causa del film Submission (islam significa appunto “sottomissione”, in arabo). Ma quando la tolleranza finisce di essere quel valore che l'Occidente difende e deve continuare a difendere? Quando diventa a sua volta sottomissione? Lo diventa quando uno Stato non è più in grado di difendere i propri cittadini dall'arroganza, dalla violenza, dall'ottusità dei fanatici. L'Olanda, purtroppo, ha cessato di essere tollerante – per diventare sottomessa – quando ha rinunciato a difendere Ayaan Hirsi Ali, deputato e sceneggiatrice di Submission, che ha dovuto trasferirsi negli Stati Uniti per non fare la fine del suo regista: e il governo olandese ha avuto facile (e ipocrita) gioco nel sostenere che non poteva proteggere un cittadino residente all'estero.
Il caso che si sta annunciando per il film sul Corano di Geert Wilders è ancora più grave. Wilders, capo di un partito di destra, può non piacere per le sue posizioni radicali. Però rappresenta legittimamente nel Parlamento olandese un gruppo non indifferente di cittadini. E ha, più degli altri cittadini, il diritto-dovere di poter esprimere le proprie idee. Chi non le condivide può obiettare che non tutto l'Islam è un pericolo per il mondo, che “soltanto” l'estremismo musulmano è equiparabile ai totalitarismi nazista e comunista, ma Wilders deve poterlo dire - come farà - in un film sul Corano: senza che il ministro degli Esteri olandese si senta in dovere di comunicare che il governo non potrà assicurargli la protezione necessaria. Questa non è più tolleranza, bensì intolleranza a rovescio e, appunto, sottomissione.
Sottomissione a chi ritiene legittimo usare la violenza per affermare o difendere la propria religione, a un male storico che credevamo di avere sradicato da secoli dal nostro continente, e che tragicamente ritorna sotto le vesti di una religione estranea all'Europa, e dalla quale l'Europa si è sempre dovuta difendere.
Quando, per un presunto spirito di tolleranza, si finisce per accettare la violenza prevaricatrice, si infrange il patto principale che lega Stato e cittadini, il principio della libertà di espressione, la stessa base della democrazia. Passando dalla tolleranza alla paura, si mina alla base l'intero sistema in cui viviamo, come sta avvenendo nella democraticissima Olanda, dove la sana tolleranza si è cancrizzata in un morbo.
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