Subprime, «confessano» due colossi cinesi

S&P ottimista: l’Asia supererà le tensioni nel settore del credito anche se restano elementi d’incertezza

da Milano

Le mega banche statali cinesi iniziano a scoprire le carte sulla loro esposizione ai mutui subprime americani, cercando di soffocare speculazioni di mercato che da giorni si susseguivano in assenza di comunicazioni precise. La più «internazionale» dei quattro colossi del Dragone, Bank of China, che realizza un quarto del suo giro d’affari all’estero, ha riferito di avere in portafoglio quasi 10 miliardi di dollari di titoli legati ai mutui a rischio, mentre Industrial and Commercial Bank of China ha denunciato un rosso da 2,5 miliardi di dollari.
La reazione delle Borse alle notizie è stata mista, a seconda della capacità dell’amministrazione cinese di imporre la sua versione dei fatti tramite i media pubblici. Sulla piazza di Hong Kong, le azioni Bank of China sono crollate, con un picco negativo dell’8,1%, per poi ridurre in parte le perdite al meno 5,4%. A Shanghai invece, prima Borsa della Cina continentale dove la voce di Pechino non deve subire interferenze da parte di media internazionali, le azioni Bank of China hanno registrato un rialzo dell’1%.
Standard & Poor’s si mostra comunque fiduciosa sulla capacità delle economie dei Paesi asiatici di superare le tensioni nel settore del credito scatenate dai problemi dei mutui Usa ad alto rischio. «Le economie asiatiche - ha spiegato Ping Chew, analista di S&P - hanno migliorato i sistemi bancari, tagliato il deficit e messo da parte riserve in divise straniere». Secondo S&P, restano tuttavia elementi di incertezza. La recente volatilità dei mercati, infatti, ha reso più difficile il compito di investitori e operatori di mercato.
Negli ultimi anni - ha sottolineato Ping - le facili condizioni di accesso al credito hanno attratto molti emittenti di basso livello. «In Asia, con l’esclusione di Giappone e Corea - ha aggiunto - più della metà degli emittenti corporate hanno un rating al di sotto dell’investment grade. La vulnerabilità del settore corporate a un improvviso deflusso di capitali potrebbe così aumentare».