Subprime, ricetta da cento miliardi di dollari

da Milano

La Banca d’Inghilterra è pronta a varare un piano di emergenza da 100 miliardi di dollari - attorno ai 63 miliardi di euro - per far fronte alla crisi del credito che rischia di paralizzare il sistema bancario inglese.
E proprio in queste ore Royal Bank of Scotland si accinge a svelare ulteriori perdite per 4 miliardi di sterline (poco più di 5 miliardi di euro) e a varare in tempi rapidissimi un aumento di capitale per rastrellare almeno 10 miliardi di sterline (12,5 miliardi di euro).
Il piano della Banca d’Inghilterra, stando alle ultime indiscrezioni, prevede lo scambio di obbligazioni governative con prestiti immobiliari, per garantire nuova liquidità al sistema finanziario. Per i bond la scadenza sarà di un anno, ma potrà essere estesa a tre anni, raggiungendo così la durata più lunga mai fissata nell’ambito delle aste di altre banche centrali come la Fed e la Bce.
Tra i paesi del Vecchio continente, la Gran Bretagna è quello più colpito dall’impatto del dissesto dei mutui subprime: le banche inglesi sono sotto pressione per i problemi di liquidità. In particolare Rbs, che l’anno scorso ha acquisito Abn Amro con Banco Santander e Fortis per circa 72 miliardi di euro in gran parte in contanti,ha già registrato svalutazioni per 3,5 miliardi di euro. In queste ore, scrive il Financial Times, il Cda della banca scozzese si riunirà proprio per approvare le perdite e dare l’ok a un aumento di capitale da almeno 10 miliardi di sterline che sarà interamente sottoscritto da un consorzio di banche, fra cui Merrill Lynch, Goldman Sachs e Ubs. L’offerta, scrive invece il Times dovrebbe partire il 22 o 23 aprile in un piano da complessivi 13 miliardi di sterline.