SUBSONICA

Una canzone suonata completamente al buio. E' quello che stanno preparando per stasera i Subsonica, attesi all'Arena Civica per un concerto sold out da giorni. Virtuosismo? Spettacolo fine a se stesso? Non proprio. La band torinese ha ben cari i temi come il surriscaldamento del pianeta, l'inquinamento luminoso e acustico, e il suonare un pezzo a basso impatto ambientale è un'idea viva da tempo nelle originali menti del gruppo alternative rock tra i più apprezzati dalle giovani generazioni: «Lo faremo verso la metà del concerto - rivela al Giornale Max Casacci, chitarrista e seconda voce dei “Sub“ -. Si tratta di un'iniziativa non isolata: farà sicuramente parte di un progetto più grande, che avrà sfogo a partire dai prossimi tour. Il sogno sarebbe proprio quello di studiare uno show a emissioni zero».
Il brano in questione è «Ali scure» (tratto dall'ultimo lavoro, «L'eclissi», uscito lo scorso autunno), che per titolo e testo ben si addice ad atmosfere buie e, perché no?, dark. «Il pezzo è perfetto per un'iniziativa di questo tipo. Parla di un bombardamento durante una delle ultime guerre per il petrolio», spiega Max (all'anagrafe Massimiliano). E più volte il testo parla di «chiudere gli occhi...».
Così i Subsonica ritornano protagonisti sul palco dopo che, durante il tour invernale, ad attirare l'attenzione sono stati più gli effetti speciali di un'impalcatura all'avanguardia: «Siamo noi ora la parte attiva. Il nuovo corso è partito il 24 maggio in piazza Vittorio a Torino, esattamente 11 anni dall'uscita del primo album (Subsonica, 1997, ndr). Da lì è scattato qualcosa che ci ha fatto sentire più a nostro agio. Abbiamo preso le distanze da una scenografia di cui prima ci sentivamo parte. E ora tutto scorre che è un piacere».
In quel di Torino è partito un tour che stasera toccherà l'Arena Civica di Milano (nell'ambito del Jazzin' Festival), per poi proseguire a Valdagno (Vi), La Spezia, Arezzo, Carpi (Mo) e (a settembre) Gonzaga (Mn). «E' una turnée antologica. Molti dei pezzi che stiamo suonando era da molto tempo che non li facevamo. A partire da Istantanee (il primo singolo datato 1997, ndr), toccheremo un po' tutti gli album. Di certo, non ci sarà spazio per brani acustici in senso stretto: uno dei pochi pezzi che suoneremo soltanto chitarra e voce è Coriandoli a Natale, ma la chitarra sarà elettrica», annuncia Casacci.
E Max ci parla con l'entusiasmo di un ragazzino, lui oggi già 45 enne, che negli ormai lontani primi anni '90 fu scettico del progetto Subsonica (parola derivante dalle precedenti ipotesi Subacqueo e Sonica): «Avevo quasi 35 anni quando si costituì il gruppo. Non avevo voglia di ricominciare da capo un'altra avventura. Per fortuna il desiderio di spaccare il mondo di Samuel (il cantante Romano, ndr) e del Boosta (il tastierista Dileo, ndr), entrambi più giovani di me, mi hanno contagiato. Ed ora mi sento carico come un ragazzino!». Poi la sorte, e il merito, vollero che i Subsonica avessero successo (400 mila le copie di dischi venduti in 12 anni di carriera), e che Max continuasse tuttavia la sua attività parallelamente, felice proseguo che ha portato alla nascita dell'etichetta Casasonica. Fu soprattutto grazie a lui che i Subsonica oggi sono relativamente fuori dagli intricati sistemi di marketing: «L’obiettivo è sempre stato rimanere indipendenti, autonomi, autentici. Ora ci possiamo permettere di realizzare dischi o fare concerti soltanto quando noi stessi lo riteniamo opportuno».