«Successione: conviventi come i coniugi»

da Roma

È stato presentato alla Camera, in Commissione Bilancio un emendamento con l'intento di equiparare ai fini successori e di donazione ai conviventi, compresi ovviamente quelli dello stesso sesso, ai coniugi e ai discendenti diretti. Lo ha reso noto Franco Grillini, deputato dell'Ulivo e presidente onorario dell'Arcigay.
«Con il decreto collegato alla Finanziaria - spiega Grillini in una nota - sono regolate le tasse di successione e donazione, stabilendo un favor per i coniugi e i discendenti diretti. Per questo 6 deputati hanno presentato ieri alla Camera l'emendamento, che mi vede primo firmatario. Si tratta - prosegue il deputato dell'Ulivo - di un provvedimento di elementare giustizia sociale perché riguarda un numero molto elevato di persone che in assenza di questa equiparazione dovrebbero pagare imposte molto più elevate».
«Il tema della successione, delle imposte relative, che si collega con la questione più generale dell'eredità dei beni della persona con cui magari si è convissuta per una vita intera. Si tratta di un emendamento - conclude Grillini - che può essere sottoscritto e condiviso anche dai parlamentari cattolici e anche da un arco di forze trasversali».
«L'Unione ha il dovere morale di approvare l'emendamento alla legge Finanziaria presentato oggi da Franco Grillini e da altri sette deputati della maggioranza che ha l'obiettivo di cancellare le discriminazioni dei conviventi, di qualunque orientamento sessuale, rispetto alle imposte sulle successioni o sulle donazioni», spiegano Andrea Benedino e Anna Paola Concia, portavoce nazionali di Gayleft, la consulta dei Ds.
«L'emendamento presentato - proseguono Concia e Benedino - è assolutamente conforme a quanto previsto dall'Unione nel programma presentato agli elettori, che parlava di “riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto”. Sarebbe ben grave - concludono - che prima ancora di iniziare a discutere una legge sul riconoscimento dei diritti dei conviventi, il Parlamento varasse nuove norme vessatorie e discriminatorie nei loro confronti».