Per la successione si delinea una lotta a tre

Il braccio destro Al Iraqi è il favorito. In lizza anche l’egiziano Al Masri e il capo di Ansar al Sunna, il curdo Wariya Arbili

Fausto Biloslavo

Il suo braccio destro, il veterano di Al Qaida in Irak ed il capo di un’altra banda terrorista: sono i tre personaggi che stanno spuntando in queste ore come possibili eredi di Abu Musab al Zarqawi. La stessa Al Qaida ha annunciato ieri con dei volantini distribuiti a Ramadi ed un messaggio in Internet il nome del successore: Abdul Rahman al Iraqi. Si tratta del braccio destro di Al Zarqawi, vicecomandante della rete del terrore in Irak, che però gli americani pensano di aver ucciso, assieme al suo capo, nel raid mirato contro il loro covo. Spesso, però, i terroristi «eliminati» in realtà sono sfuggiti per un soffio alle bombe. Ieri è apparso su Internet un dispaccio di Al Qaida, firmato proprio da Al Iraqi, che potrebbe anche essere stato preparato in anticipo, per evenienze del genere, che annunciava il «martirio del nostro mujhaed, lo sceicco Abu Musab Al Zarqawi». Al Qaida in Mesopotamia comunque ribadiva nel comunicato, rivolgendosi ad Osama bin Laden, che «i tuoi soldati in Irak continueranno sullo stesso cammino che avevi indicato ad Abu Musab al Zarqawi. La morte dei nostri leader è linfa vitale per noi e ci rende ancora più determinati a continuare la guerra santa».
Vivo o morto che sia, Al Iraqi era già spuntato come possibile successore. Al Zarqawi era finito sotto accusa da parte dello stesso numero due di Al Qaida, Ayman Al Zawahiri, per i suoi eccessi con le decapitazioni filmate e gli attacchi stragisti contro i pellegrini sciiti. Inoltre l’alto numero di vittime provocato fra i civili iracheni dai suoi kamikaze cominciavano a renderlo inviso alla parte meno terrorista della guerriglia sunnita. Per questo motivo stava prendendo sempre più piede il numero due, di origini irachene, che assieme ad altri esponenti locali di Al Qaida aveva inglobato l’organizzazione in un «Consiglio di guerrieri santi» di cui facevano parte anche altri gruppi terroristi salafiti. Lo scorso ottobre, però, con delle lettere e dei messaggi resi su Internet, Al Iraqi aveva ribadito la sua fedeltà ad Al Zarqawi «corona di spine attorno al collo del nemico».
Il portavoce del comando americano, il generale William Caldwell, ritiene, invece, che «l’egiziano Abu al Masri, luogotenente di Al Zarqawi, sia il candidato più probabile alla sua successione». L’antiterrorismo Usa segue da tempo le orme di questo veterano di Al Qaida, che sarebbe venuto per la prima volta in Irak nel 2002, un anno prima dell’invasione alleata e della caduta di Saddam. Probabilmente ha seguito la stessa strada di al Zarqawi, che dopo essere stato ferito in Afghanistan dai bombardamenti americani del 2001 era comparso in Kurdistan nei campi dei terroristi di Ansar al Islam. Gli americani sospettano che Al Masri «abbia partecipato alla creazione della prima cellula di Al Qaida nella zona di Bagdad».
Il terzo possibile candidato alla successione è il leader di un altro gruppo terrorista, che pur utlilizzando gli stessi metodi e adottando la stessa ideologia, compresa l’affiliazione alla rete creata da Bin Laden, era un rivale di al Zarqawi nel campo del Jihad. Stiamo parlando di Wariya Arbili, di origini curde, leader del gruppo Ansar al Sunna, l’altra forte organizzazione stragista infiltrata da combattenti stranieri.