Successo del bond Telecom ordini a 8 miliardi di dollari

La domanda supera tre volte l’offerta. Possibile revisione della golden share

da Milano

La raccolta ordini per le tre tranche del bond di Telecom Italia in dollari ha raggiunto ieri sera gli 8 miliardi di dollari, che supera di tre volte l’offerta di 2,5 miliardi. La tranche a tasso fisso con scadenza primo ottobre 2010 da 700 milioni di dollari offrirà un rendimento pari a 91 punti base sopra il rendimento del treasury Usa corrispondente, mentre l'altra tranche a tasso fisso con scadenza primo ottobre 2015 (1,4 miliardi) offrirà un rendimento pari a 116 punti base sopra il treasury corrispondente.
La tranche da 400 milioni a tasso variabile con scadenza primo febbraio 2011 avrà un rendimento di 48 punti base sopra il tasso Libor in dollari. «La raccolta ordini - dice un operatore - sta andando benissimo, ma la società non andrà oltre l'ammontare dei 2,5 miliardi ipotizzati». Ora che sono stati definiti i rendimenti, le banche che guidano l'operazione (Credit Suisse First Boston, Goldman Sachs, Jp Morgan Chase, Lehaman Brothers, Merrill Lynch e Morgan Stanley) metteranno a punto, in relazione agli ordini, la distribuzione sulle tre scadenze.
Nel prospetto consegnato alla Sec (l’autorità di Borsa americana) per il lancio del bond, si legge che la golden share, ancora prevista dallo statuto di Telecom post-fusione con Tim, rappresenta un deterrente contro eventuali scalate al gruppo, anche dopo la diluizione dell'azionista di riferimento Olimpia al 18%. Nello stesso testo si accenna comunque alla possibilità di una revisione dei poteri speciali del governo. Nel paragrafo dedicato ai «rischi legati alla catena di controllo di Telecom Italia», viene inoltre ricordato che sebbene Olimpia non controlli in senso stretto l'azienda di tlc, mantiene un potere significativo dal momento che ha indicato la maggioranza (15 su 21) dei componenti il cda.