Successo clamoroso per Uri Caine che rilegge Mahler con taglio jazz

Il pianista Uri Caine è tornato a Milano nel ruolo che gli ha dato celebrità internazionale, quello di compositore interdisciplinare. Ha suonato all’Auditorium per la stagione del Teatro Parenti, attualmente in fase di restauro, presentandosi con il suo pregevole Ensemble composto da Ralph Alessi tromba, Joyce Hamman violino, Chris Speed clarinetto, Michael Formanek contrabbasso, Clarence Penn batteria e dal dj Olive. Nel programma si notavano soprattutto il primo movimento della Sinfonia n.5 di Mahler, il terzo della Prima e il famoso Adagietto della Quinta, naturalmente destrutturati e ristrutturati secondo il jazz (o pressappoco) di Caine. Successo clamoroso. Caine si dedica da un decennio a questo lavoro di rivisitazioni assai personali, che oltre a Mahler hanno riguardato finora anche Schubert, Schumann, Beethoven, Bach e Verdi. La musica di Mahler si presta in modo particolare, perchè assorbe gli echi dei brani popolari mitteleuropei - marce, balli da sala, musiche contadine - «non molto distanti - sostiene Caine - dalla vecchia scena downtown di New York che si alimentava di temi poveri e dozzinali». A questo crogiolo il compositore americano aggiunge musica klezmer e tanto fascino.