Il successo di Esperya, alimentari di lusso via Internet

Maria Vittoria Cascino

Anche la Maria sotto casa ha chiuso. Ma Esperya.com accidenti se marcia. Antonio ci ha pensato il mese scorso a tirar giù la claire. Esperya invece ha perso il conto delle specialità che offre. Gino tiene duro perchè i muri sono i suoi e i clienti gli amici di una vita. Anche se dice che sarà per poco, che i bottegai, grembiule bianco e lapis dietro l'orecchio, non sono più buoni neanche per i film. Che la grande distribuzione se l'è belli che mangiati e digeriti. Intanto Esperya dilaga on line con i suoi trentamila clienti registrati, le migliaia di contatti quotidiani e le ventimila consegne l'anno. Gino affetta, impacchetta e acchiappa il lapis, che ti prende una nostalgia di quella carta matta, magari un po' unta, scarabocchiata di numeri. Poi pensi a Esperya, il sogno italiano di un capitano coraggioso che ha puntato sul canto del cigno. L'ha ascoltato e masterizzato. L'ha ricomposto per l'uomo del terzo millennio che il carrello lo riempirà pure al supermercato, magari il sabato e magari in coda. Che il tempo di girare dieci botteghe l'ha barattato con la partita di calcetto o l'happy hour al bar sciccoso. E in bottega ci va su Esperya.com, il portale che commercializza on line prodotti enogastronomici di alta qualità. Fondato nel '98, acquistato da Espresso che l'ha tenuto in gestione fino al luglio 2004, Esperya entra a far parte del Gruppo Sogegross, uno dei principali gruppi privati operanti nella grande distribuzione. Che significa 150 punti vendita su 11 province tra Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia , Toscana e Valle d'Aosta. Che punta sull'altra metà del cielo investendo in una bottega europea di gastronomia ed enoteca. Il suo cliente medio è per l'80% dei casi italiano, vive in grandi città e ha uno stile di vita impegnato. Glielo dici a Gino mentre ti offre una scheggia di formaggio di fossa, che si fa duecento chilometri per andarselo a prendere. Gli dici che Esperya, oltre a quello di fossa, di formaggi ne ha un bel campionario per ogni regione d'Italia. Gino fa una smorfia, è il contatto dove lo metti? Quel contatto che il prodotto lo condisce che sembra più buono. Ma il dado è tratto, hai il portatile e glielo mostri in presa diretta il sito delle tentazioni. Gino s'accomoda la bustina, gomiti sul bancone, occhi scettici. Come smuovere una montagna. Ma Esperya è già lì che ti scrive cosa può offrirti. Praticamente il meglio di pasta, macelleria,salumi, formaggi, pesce, dolci, olio, vino birra, caffè e distillati. Selezionati tra i prodotti di nicchia e offerti al consumatore globale. Che se vuoi mangiare l'autentica fiorentina di razza Chianina Falorni mandi una mail ed entro 24 ore ce l'hai a casa. E dove lo trovi l'Elisir di Zibibbo di Pantelleria o la gelatina cotogna di Mosto Sigi? Gino si riaggiusta la berretta, ti dice di infilarti un po' nei vini, un clic e sei nella cantina di un collezionista. Poi c'è il pacco del diffidente, un ventaglio di prodotti che non puoi rifiutare e che ti danno il polso di come lavora Esperya. Ti dicono chi sono, ti mostrano Rita che taglia il formaggio, ti mettono a disposizione un bottegaio per chattare, che i consigli non sono mai troppi. Ti scrivono in calendario gli eventi più succosi, ti tentano con l'angolo del goloso, ti coccolano con «dillo ad un amico». Ti raccontano l'esperienza del palato come un saggio culturale-antropologico dell'Italia che cambia, ma che alla fiorentina con l'osso non rinuncia. Hai in linea Gennaro Petretto, direttore marketing. Glielo devi chiedere che follia è questa: «Sogegross crede nello sviluppo del commercio elettronico. È la scommessa per i prossimi dieci anni. Vuole consolidarla in Italia ed esportarla sul mercato estero. È il marchio del lusso alimentare italiano, un marchio d'eccellenza che Esperya si ritaglia valorizzando i singoli produttori». Ti dice che svolgono un lavoro capillare di ricerca e quest'Italia la battono in lungo e in largo per garantirti unicità e qualità. «Lo scoglio è superare la diffidenza dell'acquisto on line. Poi non ti lasciano più e il pacco del diffidente è un'idea originale di Esperya, copiata poi da altri. I prodotti che vendiamo di più sono quelli freschi, che consegniamo entro le 24 ore. Che paghi con carta di credito, contrassegno o bonifico bancario. A Genova abbiamo i magazzini dove è stato messo a punto un imballo ad hoc per garantire temperatura controllata per 72 ore». Ma il progetto è in crescita: «Rifaremo il sito con una piattaforma dotata di maggiori contenuti, informazioni sui prodotti e consigli d'uso volti a migliorarne l'utilizzo».
Scopri che ti garantiscono oltre la legge perché il recesso non richiede raccomandata né spese di restituzione. Di tutto si fa carico Esperya. Allarghi lo zoom e il cibo diventa un'esperienza plurisensoriale. Pensi a Montalban e alla seduzione delle sue ricette, al quel modo intrigante di raccontarti i piatti della sua vita. Un viaggio che diventa analisi, un prodotto che mangi anche con la testa. È il bottegaio in rete, che non ha bisogno di una location strategica per vendere i suoi prodotti. Gino s'è perso. Quello è il suo lavoro che viaggia nell'etere, è il ruolo in via d'estinzione che conquista il popolo del web.