Il successo «indelebile» della vulcanica Irene

La rocker toscana infiamma il pubblico di Pero. Dai famosi «Bum bum» e «Lasciala andare» a «Santissima Janis»

Ferruccio Gattuso

Lo si dice per molti artisti, ma per Irene Grandi è una pura e semplice verità: gli appuntamenti in sala d'incisione non si possono evitare, ma se si potesse semplicemente riversare su cd le esibizioni live, Irene Grandi ne sarebbe felicissima. Datele spazio per camminare alla maschiaccio e buttare voce nel microfono e lei trova la sua giusta dimensione: due anni fa, bastava osservarla mangiarsi lo sterminato palcoscenico costruito dentro lo stadio di San Siro, davanti a ottantamila fan riversatisi nel prestigioso catino calcistico per ascoltare Vasco Rossi (lei ne faceva l'artista di supporto), per capire che nel rapporto diretto col pubblico la vulcanica e bella Irene ci sguazza più che volentieri. Applaudita, anche dalle platee «aliene», e si sa come quella del Blasco (chiedere a Le Vibrazioni reduci da Imola) non faccia sconti a nessuno. Certo, la canzone Prima di partire, con cui la rocker toscana aveva costruito il suo successo estivo, portava la firma del Signor Rossi da Zocca, ma non si trattava solo di quello: la cantante dall'irresistibile consonante aspirata fiorentina è di razza genuina. Non stupisce, quindi, che distenda il suo fresco e contagioso sorriso allo scoccare del suo nuovo tour, che diligentemente dall'ultimo disco prende nome e cognome: «Indelebile Tour».
Partita il 5 luglio da Palermo, prevista questa sera al Campo Sportivo di Pero (ore 20.30, ingresso 20 euro), alle porte di Milano, la traversata musicale italiana di Irene Grandi andrà domani a bussare proprio a Zocca, il paesino montanaro vicino a Modena dove è cresciuto il Blasco, per poi proseguire fino a settembre inoltrato (in totale le date sono una ventina), tra Sud, Nord e Centro. Il singolo Lasciala andare ha rispettato le regole del repertorio della Grandi: fortuna in classifica a lungo termine, saldamente nei posti alti, e conseguente onnipresenza radiofonica. L'«Indelebile Tour» - manco a dirlo - si annuncia a forti tinte rockettare, grazie alle direttive della cantante («Mi sento sempre più rock») e all'affiatamento di una band che incrocia gli strumenti alla sua corte da ben cinque anni: Riccardo Cavalieri e Alessandro Marchiani alle chitarre, Marco Caudai al basso elettrico, José Fiorilli alle tastiere e Alessandro Girmignani alla batteria. Senza fronzoli, eccessi strumentali e tentazioni circensi: solo buone luci e musica solida, specchio fedele del rock orecchiabile e ironico che emerge in brani come Bum Bum, Prima di partire, Per fare l'amore, Che vita è, Vai vai vai, In vacanza da una vita.
Delle canzoni più attese del nuovo album «Indelebile» (al cui arrangiamento ha lavorato lo specialista Nicolò Fragile) c'è sicuramente Santissima Janis, sorta di preghiera laica in note rock alla tragica, complessa e carismatica figura di Janis Joplin. Personaggio, per l'appunto, indelebile della scena musicale mondiale e imprescindibile punto di riferimento del rock al femminile. «Per me è come un angelo custode - ha spiegato la Grandi -. Ha fatto da apripista, ma ha dovuto anche affrontare i pericoli di quell'epoca musicale a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. La sua è stata una vita all'eccesso».
Un testo intenso, quello di Santissima Janis, scritto dalla Grandi, che alla lettura della vita della Joplin si è appassionata da un recente passato. Dal nuovo disco - realizzato a due anni di distanza dal grosso successo di Prima di partire - è prevedibile nel concerto di questa sera un'ampia scelta dei dodici brani ivi contenuti, a cominciare da Non resisto, Mille Volte e La mia teoria.