Il successo di White fenomeno da esportazione che punta verso New York

White chiude in positivo e pensa a New York. «Il risultato più importante è stato il successo della formula uomo-donna, che ripeteremo», commenta Massimiliano Bizzi, presidente di quella che è la fiera più innovativa del panorama fashion milanese. Che ora sta già organizzando il debutto newyorkese (e cinese). «Milano è la piazza internazionale per eccellenza della moda uomo, i nomi più importanti, gli showroom e le sfilate sono tutti qui: a febbraio per la prima volta ne porteremo un assaggio nella Grande Mela».
Che Milano sia la capitale del mondo fashion maschile lo dimostrano anche i dati eccezionali sull'affluenza a White (il 12% in più di buyer rispetto all'anno scorso, il 24% in più di stranieri, 4.771 presenze). Dati da capogiro se si pensa al momento di crisi, ma qui c'è spazio solo per storie di successo. Come quella di Ter Et Bantine, nota griffe made in Faenza che ha debuttato per la nuova formula uomo-donna, con le precollezioni invernali. E con una nuova linea di scarpe e borse disegnata da Manuela Arcari, stilista e fondatrice: un raffinato mix di forme portabilie materiali preziosi come i tessuti cangianti e il cavallino a pelo lungo. I successi di brand d'alta gamma, come Aspesi, Boglioli, Tonello e Drumohr, o dei brand di ricerca come Roark, Giovanni Cavagna, Norvegian Rain.
Impossibile citare tutti i 160 brand dei saloni. Fra le chicche, la mostra La tradizione, il valore, il bello, che ha raccontato la storia del maglificio biellese Cerruti, il fascino della sua lunga storia e dei suoi pregiati tessuti, insieme a Gold Bunny. E lo spazio riservato a sette talenti, fra i quali il casertano Luca Larenza, con i suoi capi spalla sartoriali tagliati a vivo. Non solo fiera, comunque: per far conoscere le meraviglie nascoste di Milano, da qualche stagione Bizzi organizza eventi fashion in luoghi simbolo della cultura meneghina. Così sabato ha portato oltre duemila persone all'Accademia di Brera, dove gli stranieri (ma non solo) sono rimasti a bocca aperta davanti al suggestivo allestimento di Boglioli nella Biblioteca Braidense e al concerto per Massimo Alba nella Sala Napoleonica. E a febbraio si replica per la donna.