Al Sud non c’è motivo di temere la devoluzione

Abito in una regione, la Campania, in cui si è costretti a convivere con la criminalità, dove l’illegalità è fortemente diffusa, dove i servizi sociali sono da Terzo mondo, dove in larga parte gli amministratori anziché fare gli interessi dei cittadini pensano esclusivamente ai loro, dove per far fronte ai buchi causati da continue truffe perpetrate ai danni della sanità, il governatore Bassolino non sa fare di meglio che alzare le accise sulla benzina, il costo della tassa di possesso (e proprio in questi giorni si è avuta notizia dell’aumento dell’addizionale regionale che passa dallo 0,9 all’1,4%), dove la scuola è considerata area di parcheggio e non luogo di formazione.
Ebbene in tutto questo dovremmo temere la devoluzione? Non dovremmo, invece, avere la dignità di tacere e una volta per tutte rimboccarci le maniche e dimostrare finalmente il nostro reale valore e di non essere la palla al piede del resto del Paese?
Sessa Aurunca (Caserta)