Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggi

Dieci ribelli sudanesi hanno dirottato un Boeing 737 della Sun Air nell'oasi di Kufra, in Libia. Hanno chiesto carburante per arrivare fino a Parig, rilasciati i passeggeri resta prigioniero l'equipaggio

Tripoli - Rilasciati tutti gli ostaggi. Come richiesto dai negoziatori libici. Lo ha riferito alla France presse un responsabile libico. Sono 95 le persone a bordo del Boeing 737 della compagnia sudanese privata Sun Air partito ieri da Nyala, capitale del Darfur del Sud, e diretto a Khartoum. Fino a ora, i pirati dell’aria hanno chiesto il carburante e un piano di volo da Kufra a Parigi. Restano però a bordo dell'aereo i mebri dell'equipaggio.

Ostaggi liberi Alcuni passeggeri dell’aereo sudanese hanno iniziato a lasciare l’aereo. Lo ha riferito un responsabile libico: "Alcuni passeggeri hanno iniziato a lasciare l’aereo. Sono almeno 14 donne e nove uomini" in una conversazione telefonica dall’aeroporto militare di Koufra, nel sud-est della Libia, dove si trova l’aereo da ieri sera. Poi i dirottatori hanno deciso di rilasciare tutti i passeggeri: lo hanno annunciato fonti governative libiche, poco dopo che i sequestratori avevano accettato di intavolare trattative con le autorità, fino a quel momento categoricamente rifiutate.

Il dirottamento I dirottatori sono saliti sul Boeing 737 della Sun Air a Nyala. A bordo ci sono 95 persone, 87 passeggeri e 8 membri d’equipaggio. I pirati dell’aria hanno prima chiesto di dirigere l’aereo verso il Cairo e successivamente verso la Libia, dove è atterrato alle 19,40 nell’oasi di Kufra, nel deserto a poca distanza dal confine egiziano.

Fino a Parigi I dirottatori hanno chiesto alle autorità libiche di rifornire il velivolo per poter ripartire alla volta di Parigi. Lo riferisce l’agenzia di stampa libica Jana nella sua edizione on line, citando il direttore dell’aeroporto, Khaled Sassiya, che è in contatto con il pilota comandante dell’aereo. I pirati dell'aria sono almeno una decina e appartengono a una fazione minoritaria del Movimento di liberazione del Sudan (Slm), uno dei due gruppi ribelli del Darfur, un cui portavoce, da Londra, aveva tuttavia smentito. I pirati - ha sempre riferito Sassiya citato dalla Jana - hanno anche affermato di aver "concordato" il dirottamento con Abdel Wahid Mohammed al Nur, il capo dell’ala minoritaria dell’Slm, che vive nella capitale francese, per "raggiungerlo a Parigi". Tramite il pilota, i dirottatori hanno fatto sapere che "rifiutano qualsiasi negoziato e la loro unica richiesta è che l’aereo sia rifornito per poter partire per Parigi". Hanno anche chiesto mappe per il volo da Kufra a Parigi.

Niente viveri I pirati hanno rifiutato offerte da parte della direzione dell’aeroporto di portare a bordo cibo per le 95 persone a bordo di fornire assistenza medica ai passeggeri "che sono svenuti" per la mancanza di condizionamento all’interno dei velivolo. Ugualmente non hanno accettato di aprire almeno i portelloni dell’aereo.

I ribelli del Sudan Nel novembre 2005, il Movimento di liberazione del Sudan (Slm), il principale gruppo ribelle del Darfur, si divise in due fazioni: una, maggioritaria, guidata da Minni (o Minna) Minnawi e che ha firmato nel maggio 2006 ad Abuja un accordo di pace con Khartoum; l’altra, minoritaria, guidata da Abdel Wahid Mohammed al Nur, che non ha firmato l’accordo di pace. A bordo dell’aereo dirottato vi sarebbero anche tre alti esponenti dell’Slm di Minnawi.

La smentita  Un portavoce del gruppo di al-Nur ha però immediatamente smentito ogni implicazione nel sequestro dell’aereo. "Non abbiamo avuto alcun ruolo in questo dirottamento, È totalmente contrario ai nostri scopi, valori e obiettivi" ha detto un portavoce del gruppo, Yahya al-Bashir, parlando per telefono dalla Gran Bretagna.