Sudan: orsetto Maometto, graziata la maestra inglese

Gillian Gibbons, 54 anni, potrà tornarsene a casa: era stata arrestata e condannata giovedì scorso a 15 giorni di carcere e poi all’espulsione dal paese per aver consentito ai suoi scolaretti fra i 6 e i 7 anni di chiamare &quot;Mohammed&quot; il peluche. Gli islamici volevano la sua condanna a morte<br />

Khartoum - Potrà tornarsene a casa, in Gran Bretagna, la maestra che era stata condannata a 15 giorni di prigione in Sudan per aver consentito ai suoi alunni di chiamare l’orsetto Maometto. La maestra, riconosciuta colpevole di blasfemia da un tribunale di Khartum, ha infatti ottenuto la grazia dal presidente sudanese.

Gillian Gibbons «è stata graziata in seguito alla mediazione della baronessa Sayeeda Warsi e di Lord Nazir Ahmed e sarà liberata entro un’ora» ha setto Mahjoub Fadl Badri, portavoce del presidente al Bashir; questi proprio stamattina ha incontrato i due britannici di religione musulmana, membri della camera dei Lord, giunti a Khartoum per effettuare opera di mediazione. I due pari del regno ufficialmente non erano inviati del governo ma la loro azione era apparsa evidentemente approvata da Londra.

La Gibbons, 54 anni, era stata condannata giovedì scorso a 15 giorni di carcere e poi all’espulsione dal paese per aver consentito ai suoi scolaretti fra i 6 e i 7 anni di chiamare «Maometto» un orso di peluche. «Mohammed», il nome del profeta, è anche uno dei più comuni nel mondo islamico. L’insegnate originaria di Liverpool era stata arrestata il 25 novembre e messa in carcere a Khartoum poi processata per direttissima. Manifestazioni nella capitale del paese islamico avevano chiesto per lei la pena di morte mentre la vicenda ha scatenato contro Khartoum un’ondata di riprovazione internazionale.