Sudan, si incendia aereo in atterraggio: i morti sono 120

L'Airbus proveniente da Amman, in Giordania, aveva fatto scalo a Damasco. Il motore potrebbe aver preso fuoco per un guasto. A bordo 203 passeggeri e 14 membri dell'equipaggio

Il Cairo - Un Airbus delle linee aeree sudanesi con a bordo 217 persone ha preso fuoco ieri sera sulla pista dell'aeroporto di Khartoum, con un bilancio di 120 morti. "Ci sono 120 cadaveri e 97 sopravvissuti" ha detto alla Reuters il generale Mohammed Osman Mahjub capo dei servizi medici aeroportuali dello scalo. Secondo la tv di Stato numerosi feriti sono ricoverati negli ospedali di Khartoum e sono in "condizioni stabili". Fra gli scampati vi sono il pilota e tutti i membri dell'equipaggio tranne uno.

Un portavoce del ministero dell'Aviazione civile ha detto alla Reuters che "é stato difficile contare i sopravvissuti, perché nel panico e nella confusione si sono dispersi e alcuni hanno addirittura lasciato l'aeroporto". Le immagini della tv sudanese, rilanciate dalla tv satellitare Al Jazira, hanno mostrato il gigantesco rogo dell'aereo, con le fiamme che ancora divampavano nella notte parecchio tempo dopo l'incidente, mentre tutt'intorno i pompieri si affannavano con gli idranti. Da un lato del velivolo si vedeva montato uno scivolo, particolare che ha fatto pensare che diversi passeggeri siano riusciti a uscire dall'aereo.

L'Airbus proveniva dalla capitale giordana Amman, via Damasco, con a bordo 203 passeggeri e 14 membri dell'equipaggio. Ancora non chiarita la dinamica della tragedia: la tv sudanese ha affermato che l'Airbus ha mancato la pista atterrando, a causa delle avverse condizioni atmosferiche: su Khartoum c'é stata oggi una tempesta di sabbia e pioggia. Al Jazira ha anche affermato che già si vedevano fiamme sul lato destro dell'aereo mentre stava atterrando. Il direttore dello scalo, Yussuf Ibrahim ha dichiarato però alla tv sudanese che l'aereo "é atterrato senza problemi" e che mentre rullava sulla pista "c'é stata un'esplosione" sul lato destro che ha fatto incendiare un motore. Ibrahim ha ipotizzato un guasto tecnico: "Sarà un'inchiesta" ad accertare le cause del disastro, ha aggiunto, indicando che l'aeroporto della capitale sudanese, che ha una sola pista, resterà chiuso fino a domattina.

Uno dei passeggeri scampati al disastro ha detto alla tv che l'aereo aveva tentato una prima volta di atterrare a Khartoum, ma non c'era riuscito a causa del cattivo tempo e che quindi si era diretto a Port Sudan, a est della capitale, sul mar Rosso, per poi tornare nella capitale circa un'ora dopo. Un altro sopravvissuto ha parlato di un atterraggio "strano" e di "un'esplosione in corrispondenza dell'ala destra" alcuni minuti dopo che l'aereo aveva toccato la pista. Quella di stasera è una delle peggiori catastrofi dell'aviazione civile sudanese.

Nel luglio 2003 un Boeing 737 della Sudan Airways precipitò poco dopo il decollo da Port Sudan, nell'est del Paese, probabilmente per un'avaria tecnica: morirono 115 persone, tra cui otto stranieri. Si salvò solo un bimbo di nove mesi. Nel novembre dello stesso anno precipitò a Wau, nel sud ovest del Sudan, un cargo Antonov di una compagnia privata sudanese che trasportava denaro a una filiale della Banca centrale. I morti furono 13, tra cui quattro armeni e due uzbeki membri dell'equipaggio. Nel maggio 2004, precipitò nel sud un aereo di operatori umanitari, con un bilancio di 14 morti, 12 dei quali bambini.