Sudoku-mania, quando l’estate dà i numeri

La passione contagia adulti e ragazzi. Gli esperti: «Per risolverlo basta un po’ di logica»

Elena Jemmallo

da Milano

Metropolitana milanese, otto del mattino. Provvisti di matita con gommino, i seguaci della sudokumania si cimentano nel quadrato del giorno. Concentrati sul loro foglio di giornale, scrivono e cancellano in continuazione. In mente hanno un’unica regola: riempire le 81 caselle con i numeri da uno a nove, senza ripetere lo stesso numero sulla stessa riga e sulla stessa colonna. Né troppo facile, né impossibile da risolvere, il rompicapo è diventato ufficialmente la mania dell’estate.
Difficile trovare qualcuno che non lo conosca. Il sudoku, che nella lingua giapponese vuol dire «sono ammessi solo numeri singoli», non ha niente a che fare con un rebus o un cruciverba e ha conquistato in breve tempo non solo i patiti di parole crociate e gli appassionati da Settimana Enigmistica.
Senza pretese di nozionismo o definizioni da imparare a memoria, il gioco che il Giornale pubblica tutti i giorni (il sabato e la domenica con tre griglie invece che due) è in grado di tenere incollati al foglio di giornale i ragazzi come gli adulti, i laureati come gli allergici alla matematica. Per risolverlo, a detta degli esperti, non serve avere una mentre calcolatrice o un’intelligenza superiore alla media (tanto i calcoli non servirebbero), ma solo un po’ di logica e di concentrazione. Non c’è un punto della griglia dal quale è obbligatorio partire. Ogni giocatore può scegliere la colonna verticale, quella orizzontale o il riquadro. Ci sono però alcuni consigli che arrivano da chi di sudoku ne ha già risolti parecchi. Ad esempio, quello di prendere in esame la colonna che ha più numeri già indicati e scegliere una delle cifre mancanti. Focalizzarsi su quella e quindi procedere per esclusione seguendo le indicazioni dei numeri già inseriti sia in orizzontale sia in verticale. Non si deve tirare a indovinare, perché questo è il modo per commettere un errore fatale, dal momento che tutto il quadrato è concatenato e un numero sbagliato si ripercuote sul cammino che resta da fare. Meglio allora munirsi di matita e gomma piuttosto che di biro. Dopo i primi numeri, che spesso sono i più facili da inserire, ragionando con calma la griglia si completerà in fretta.
Di origine giapponese, ma ereditato dal «quadrato latino» del matematico svizzero Eulero, il rompicapo enigmistico è ormai una mania che dilaga. Dall’Australia al Canada, all’India fino al Sudafrica. Non c’è angolo del Globo che non sia stato contagiato dalla mania. Nel Vecchio Continente i pionieri sono stati gli inglesi, sulle pagine del Times, ma presto tutti i quotidiani della City ne hanno proposto una versione ai loro lettori. Basta digitare la parola «sudoku» su un qualsiasi motore di ricerca sul Web per capire le dimensioni del fenomeno. In oltre 1 milione di pagine che parlano del gioco, si trovano diversi siti dedicati alla sudokumania: da quello che svela i trucchi per sciogliere l’enigma (www.sudoku.com), a quello che dà la possibilità di mettersi alla prova direttamente online (www.sudokufun.com). E per chi di lavorare proprio non ne vuole sapere, iniziano a diffondersi le versioni da computer portatile (Mac o Pc, perché nessuno rimanga escluso). Altri invece ingannano le attese giocandoci col cellulare. Se poi vi siete incastrati su una partita che non riuscite a risolvere potete fare sempre affidamento sulla Rete, dove impazzano i software che permettono di svelare l’ordine esatto dei numeri. E già gli scienziati ne tessono lodi appassionate: «È una vera palestra per il cervello». Uno studio del Rush Alzheimer's disease centre di Chicago, per esempio, ha dimostrato che giocare con costanza a Sudoku può ridurre fino al 33% il rischio di Alzheimer.
Che la mania made in Japan sia già oggetto di studi scientifici lo dimostra anche l’attenzione che gli dedica Wikipedia, tra le più consultate enciclopedie online: undici pagine. Non male per un gioco con una sola regola.