Suez fa le barricate contro l’ipotesi dell’Opa di Pinault

Battaglia tutta francese per il controllo del gruppo

da Milano

Torna a surriscaldarsi il fronte Suez-Gdf, ma questa volta in un’altra direzione: quella di una possibile Opa di Pinault. E Suez alza le barricate. A rivelare che François Pinault stava pensando di lanciare un'Opa da 70 miliardi su Suez, con la benedizione dell'Eliseo, era stato settimana scorsa il mensile Capital. Pinault, considerato molto vicino al presidente Jacques Chirac, potrebbe lanciare l'offensiva a breve, con l'intenzione di rivendere poi per 40 miliardi il polo energia a Gdf, e di spartire quello utilities tra Veolia, che prenderebbe le attività acqua e ambiente all'estero, e quelle in Francia a un fondo di investimento. Nonostante l'Eliseo abbia smentito di sostenere Pinault e Gdf abbia negato di aver progetti in comune con il finanziere, i mercati ritengono che l'ipotesi sia credibile. E anche se il governo di Bruxelles ha annunciato la sua opposizione a un progetto che di fatto nazionalizzerebbe l’energia belga attraverso Gdf. Pinault cerca intanto di temporeggiare con l'autorità dei mercati francese (Amf) per lasciare aperte tutte le opzioni ma Suez, che teme una sua offensiva da 70 miliardi, chiede al finanziere di chiarire «in modo inequivocabile» le sue intenzioni. E la stessa Amf ha annunciato ieri sera che prenderà «nei prossimi giorni» una decisione per chiarire la situazione del dossier Suez.
Il comunicato di Pinault, che indicava all'Amf di non aver ancora assunto alcuna decisione, spiegando che «tutte le opzioni restano aperte», non è piaciuto a Suez, che lo ha definito «vago e impreciso». Secondo il gruppo guidato da Gerard Mestrallet, la messa a punto di Pinault, che chiaramente ha il dossier per le mani, «non chiarisce minimamente le intenzioni reali». Suez, che punta sempre sulla sua fusione con Gdf, chiede perciò all'Amf di ottenere dal finanziere che chiarisca «in modo inequivocabile se vuole fare un'offerta su Suez o rinunciarvi per sei mesi». L'Amf può dal settembre 2006 chiedere a un potenziale raider di chiarire le sue intenzioni, sul modello della procedura in vigore in Gran Bretagna del «put up or shut up» (cioè dichiarati o taci).
Le azioni di Suez hanno chiuso a 39,90 euro (+1,71%), dopo essere balzate venerdì del 2,56%. Dall'inizio del 2006 hanno guadagnato il 49%. Gdf è rimasta invariata a 34,85 euro mentre Veolia, che venerdì si era impennata del 9%, ha ceduto il 4,11% a 56 euro.