Suez-Gaz de France, fusione a rischio dopo il no della Corte

L’operazione slitterà al 2007 a ridosso delle elezioni

Paolo Giovanelli

da Milano

Battuta d’arresto per la fusione Suez-GdF: la Corte d’appello di Parigi ha confermato ieri il divieto del Tribunale a Gaz-de-France di riunire il cda per varare l’operazione fino a quando non avrà ricevuto il parere dei sindacati, che si rifiutano di darlo perché affermano di non essere stati abbastanza informati. Un progetto voluto e sostenuto con ogni mezzo dal governo francese e dal management di Suez, scivolato sulla classica buccia di banana.
Con il dubbio che la buccia sia stata voluta proprio dal management di GdF, ufficialmente sempre favorevole, ma privatamente «sempre meno entusiasta nei confronti del progetto, ritenuto troppo favorevole a Suez», afferma il quotidiano francese Le Monde. E lo stop imposto dal tribunale francese potrebbe «avvelenare i rapporti tra i due gruppi».
La possibilità che l’operazione possa non andare a buon fine si sta facendo concreta, anche se ancora lontana: il rinvio del cda di Gaz-de-France farà quasi sicuramente slittare la fusione ai primi mesi del 2007, a ridosso delle elezioni francesi, che sono previste nella seconda metà di aprile. Con il rischio di ulteriori slittamenti: «Visto e considerato che ci sono le elezioni e c’è una forte opposizione alla privatizzazione di GdF, il risultato è che l’affare diventa ogni giorno più difficile, con una sempre maggior possibilità di ulteriori sorprese» ha affermato un analista di Ubs interpellato da Reuters. Al punto che il mondo degli affari parigino darebbe le possibilità di successo ridotte al 40 per cento. E il presidente della commissione Finanze del Parlamento francese, Pierre Mehaignerie, ha affermato: «L’avevamo sempre detto che ci sarebbero state difficoltà con questa fusione, ora non resta che aspettare». Nel frattempo gli uomini vicini a Nicolas Sarkozy, grande avversario del primo ministro Dominique de Villepin e suo compagno di partito, sostengono che per GdF ci sono altre possibilità, diverse da un’alleanza con Suez.
Intanto si guarda ai contraccolpi più immediati: ieri sera de Villepin ha ricevuto il ministro delle Finanze, Thierry Breton, per fare il punto sulla situazione, mentre per lo stesso motivo si sono riuniti i cda di Suez e GdF. E sia il governo sia Suez hanno fatto trapelare la loro irritazione per la piega che stanno prendendo gli avvenimenti. Breton da parte sua ha già dichiarato che l’esecutivo non intende fare marcia indietro, «il rinvio è solo di qualche giorno» ha aggiunto, mentre Suez «attende proposte da GdF». Ma l’audizione parlamentare che doveva discutere con il ministro dell’Industria François Loos la fusione tra i due gruppi è stata annullata.
I titoli hanno intanto registrato la seconda seduta consecutiva di calo alla Borsa di Parigi: Suez ha perduto l’1,1%, Gaz-de-France il 2,5 per cento.