Suez-Gdf, 50mila emendamenti

Fuoco di sbarramento dei socialisti francesi per impedire la privatizzazione di Gaz de France

da Milano

Pioggia di smentite all’ipotesi di fusione Enel-Eni, mentre il gruppo guidato da Fulvio Conti segna un punto a suo favore dopo l’annuncio che i socialisti francesi presenteranno fino a 50mila emendamenti per sbarrare la strada al progetto di legge che, autorizzando la privatizzazione di Gdf, apre la via alla sua fusione con Suez. A minacciare un numero record di emendamenti è stato il presidente del gruppo socialista alla camera Jean-Marc Ayrault dopo che il ministro dell'economia Thierry Breton ha confermato ieri la determinazione del governo ad andare avanti con il progetto. «Il problema dell'energia è molto importante e deve essere oggetto di un vero dibattito in occasione dell'elezione presidenziale» del 2007, ha detto il deputato socialista al termine dell'audizione di Breton davanti alla commissione affari economici. «Ci auguriamo che il governo non faccia le cose in modo affrettato nel corso di una sessione straordinaria a settembre ma lasci che siano i francesi a scegliere in occasione della presidenziale» ha proseguito ricordando che il governo si era impegnato nel 2004 a non privatizzare Gdf e Edf.
Intanto ieri Conti ha ribadito ai sindacati la volontà di Enel di investire in Italia circa 14 miliardi di euro nei prossimi 5 anni nell'ammodernamento degli impianti, nello sviluppo delle energie rinnovabili e nella qualità della rete di distribuzione elettrica e del gas. L'amministratore delegato ha informato il sindacato che negli ultimi tre anni sono stati assunti 2.050 nuovi dipendenti rispetto ai 1.500 previsti ed ha annunciato un piano di assunzioni che prevede altrettanti nuovi posti di lavoro nei prossimi anni.
Infine l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, ha bollato come «balneari» le ipotesi stampa che parlavano di una integrazione fra il cane a sei zampe e l'Enel. Anche fonti del Tesoro avevano definito «prive di fondamento» le indiscrezioni.