Suez-GdF, fusione a un punto morto

da Milano

GdF e Suez cercano alternative al loro progetto di fusione che sembra essere arrivato a un punto morto. Lo scrive Le Monde che ritiene un avvicinamento tra i due gruppi francesi «sempre più improbabile», sia per motivi finanziari, come il grande scarto dei valori di Borsa che obbligherebbe GdF a indennizzare gli azionisti di Suez, sia per motivi politici. La fusione tra Gdf e Suez era stata voluta nel febbraio del 2006 dall’allora primo ministro Dominique de Villepin per contrastare una possibile Opa dell’Enel.
Nel frattempo, però, GdF potrebbe accordarsi con Edf in vista di nuove alleanze, come ha suggerito recentemente l’ad di Edf, Pierre Gadonneix, mentre Suez si rafforza in Spagna. Per Mestrallet il progetto di fusione tra Suez e GdF, che continua a ritenere la migliore opzione possibile per il suo gruppo, «non impedisce di rafforzarsi in Gas Natural» privilegiando l’offerta amichevole. È invece improbabile che il rafforzamento in Gas Natural e lo sbarco del principale azionista di Suez, Albert Frere in Iberdrola, «siano le premesse di un’offensiva in Spagna congiunta e brutale» come si teme al di là dei Pirenei.
Il nuovo governo ha detto che non prenderà nessuna decisione per GdF prima del secondo turno delle legislative, e cioè non prima di fine giugno, primi di luglio.